Come si misura il tempo della crisi climatica?
Non con gli orologi che scandiscono le ore della giornata, ma con quelli che registrano lo scioglimento della neve, la crescita dei licheni, l’erosione delle coste, il movimento dell’acqua e le trasformazioni degli ecosistemi.
È da questa domanda che nasce Climate Clock, uno dei progetti più ambiziosi del programma di Oulu 2026 Capitale Europea della Cultura. Più che una mostra, si tratta di una costellazione di opere permanenti diffuse nel territorio della Finlandia settentrionale che mette in dialogo arte contemporanea, ricerca scientifica e paesaggio.
Curato da Alice Sharp, fondatrice dell’organizzazione britannica Invisible Dust, il progetto coinvolge alcuni tra i più interessanti artisti internazionali contemporanei: Ranti Bam, Rana Begum, Takahiro Iwasaki, Gabriel Kuri, Antti Laitinen, SUPERFLEX e il duo Tellervo Kalleinen e Oliver Kochta-Kalleinen.
L’idea è tanto semplice quanto radicale: utilizzare l’arte pubblica per rendere percepibili i tempi della natura in un’epoca dominata dall’accelerazione e dall’emergenza climatica.
La scelta di Oulu non è casuale.
Con oltre 200.000 abitanti, la città finlandese è una delle aree urbane più settentrionali del mondo e sta sperimentando gli effetti del riscaldamento artico a una velocità superiore alla media globale. In questo contesto il paesaggio diventa un osservatorio privilegiato delle trasformazioni ambientali in corso.
Le opere si distribuiscono tra foreste, fiumi, villaggi costieri e spazi urbani, costruendo un percorso che attraversa l’intero territorio.
L’artista britannico-nigeriano Ranti Bam realizza la sua prima opera pubblica permanente presso il villaggio neolitico di Kierikki, mettendo in dialogo la scultura in argilla con la memoria profonda della foresta.
Rana Begum sviluppa invece una serie di sculture lapidee che evocano ghiacciai e banchi di ghiaccio marino, traducendo in forme geometriche la fragilità dei paesaggi artici.
Il giapponese Takahiro Iwasaki presenta una monumentale struttura lignea contenente centinaia di delicati fiocchi di neve scolpiti, mentre Gabriel Kuri interviene nello spazio urbano trasformando lampioni, panchine e rocce in indicatori di rischio climatico attraverso l’utilizzo dei codici cromatici delle mappe di valutazione ambientale.
Particolarmente suggestivo appare il progetto di Antti Laitinen, che crea aperture circolari nel bosco utilizzando rami intrecciati e sospende due sfere come pendoli naturali, trasformando la foresta in uno strumento di misurazione del tempo.
SUPERFLEX realizza invece Super Kello, una struttura in marmo rosa ispirata a un villaggio di pescatori locale. Qui, una parola all’ora tratta dalla traduzione finlandese dell’Odissea di Omero scandisce un ritmo temporale rallentato, in sintonia con il mare e con i cicli della natura.
Accanto alle sei opere permanenti, il progetto comprende anche The Most Valuable Clock in the World, lavoro partecipativo di Tellervo Kalleinen e Oliver Kochta-Kalleinen costruito attraverso video e testimonianze donate dagli abitanti del territorio in collaborazione con ricercatori e climatologi.
Uno degli aspetti più interessanti di Climate Clock è proprio il dialogo tra arte e scienza.
Ogni artista ha lavorato con specialisti provenienti dalle università di Oulu, Helsinki, Uppsala e Lapponia: glaciologi, biologi dei licheni, archeologi, idrologi della neve e climatologi hanno contribuito allo sviluppo delle opere, trasformando dati scientifici e conoscenze ambientali in esperienze sensibili e accessibili.
In un momento storico in cui la crisi climatica viene spesso raccontata attraverso grafici, statistiche e scenari catastrofici, Climate Clock prova a costruire un’altra narrazione.
Non una rappresentazione della fine, ma un esercizio di attenzione verso i tempi lunghi della Terra.
Un progetto che utilizza l’arte pubblica non per illustrare il cambiamento climatico, ma per renderlo percepibile attraverso il paesaggio, la memoria e l’esperienza diretta dei luoghi. In copertina:
Antti Laitinen, Broken Landscape Vi, 2019. Laitinen will present a related work for Climate Clock. Courtesy of Antti Laitinen. |
Informazioni pratiche
Climate Clock
Oulu 2026 – European Capital of Culture
Inaugurazione pubblica
13 giugno 2026
ore 12.00 – 20.00
Luogo
Oulu e territorio regionale
Finlandia
Artisti
Ranti Bam, Rana Begum, Takahiro Iwasaki, Gabriel Kuri, Antti Laitinen, SUPERFLEX, Tellervo Kalleinen e Oliver Kochta-Kalleinen
Le opere entreranno permanentemente nella collezione dell’Oulu Art Museum al termine del programma di Capitale Europea della Cultura.
Caption
Come si misura il tempo della crisi climatica?
A Oulu, in Finlandia, sette nuove opere permanenti trasformano foreste, fiumi, villaggi costieri e spazi urbani in un grande osservatorio artistico dedicato ai cambiamenti ambientali.
Con Climate Clock, il programma di Oulu2026 Capitale Europea della Cultura mette in dialogo arte contemporanea, ricerca scientifica e paesaggio per immaginare nuove forme di relazione con il tempo della natura.
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