Il luogo come metodo: pratiche decoloniali tra archivio, memoria e azione

4 marzo – 15 aprile 2026, Stoccolma

Dal 4 marzo al 15 aprile 2026, il Royal Institute of Art (KKH) di Stoccolma ospita una nuova edizione del programma DAAS – Decolonizing Architecture Advanced Studies, un laboratorio di ricerca che da oltre un decennio ridefinisce radicalmente il rapporto tra spazio, conoscenza e pratica.

Al centro della ricerca del DAAS si colloca il concetto di “luogo come metodo”, un approccio che rifiuta la separazione tra teoria e contesto, tra produzione di sapere e condizioni materiali in cui essa prende forma. Il luogo non è più semplice sfondo, ma diventa dispositivo attivo: un terreno in cui le idee emergono attraverso pratiche situate, relazioni e azioni che producono conseguenze nel tempo.

In questa prospettiva, il programma si pone come critica diretta ai modelli epistemologici occidentali che rivendicano universalità, valorizzando invece forme di conoscenza radicate nell’esperienza vissuta, nei gesti quotidiani e nelle pratiche condivise.

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Archivio vivente e memoria collettiva

L’edizione 2026 del DAAS lavora a partire da un patrimonio accumulato negli anni: un archivio vivente, inteso non come deposito statico ma come spazio dinamico di riattivazione. Materiali, progetti e riflessioni delle precedenti coorti diventano materia viva per nuove elaborazioni, dando origine a un processo di editing collettivo che mette al centro continuità, trasformazione e responsabilità.

I partecipanti sono invitati a interrogarsi su come il proprio lavoro possa contribuire a una memoria condivisa e, allo stesso tempo, aprire possibilità per pratiche future che eccedono il contesto accademico.

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Pedagogia decoloniale come posizione politica

Il programma si colloca in un contesto globale in cui la decolonialità non può più essere trattata come astrazione teorica. Il DAAS affronta direttamente questioni urgenti e situate:

  • le persistenti condizioni coloniali in Palestina
  • le eredità dell’architettura fascista in Italia
  • le forme contemporanee di espropriazione e violenza strutturale

In questo quadro, il “luogo come metodo” si configura come una presa di posizione etica e politica, che richiede attenzione alle forze storiche e materiali che attraversano ogni territorio.

Pratiche collettive e formati di trasmissione

A caratterizzare il programma è una forte dimensione collettiva e interdisciplinare. Il DAAS riunisce artisti, architetti, ricercatori, scrittori, filmmaker e sound artist, creando uno spazio in cui pratiche spaziali, ricerca artistica e pensiero critico si intrecciano.

La conversazione diventa qui un vero e proprio strumento metodologico: attraverso dialoghi con ex partecipanti e ospiti, il corso costruisce un ecosistema di relazioni che si estende nel tempo.

Tra i dispositivi attivati, un podcast collettivo prodotto durante il corso assume una duplice funzione: archivio e piattaforma attiva, capace di generare nuove narrazioni e coinvolgere pubblici più ampi.


Tra Sicilia e Stoccolma: geografie della ricerca

Il programma si apre con un viaggio di studio a Borgo EX, in Sicilia, dove i partecipanti lavoreranno sul campo, attraversando e rielaborando traiettorie di ricerca in relazione a un contesto specifico.

In autunno, il percorso prosegue con interviste pubbliche e momenti di scambio con le precedenti coorti, fino a culminare in una presentazione finale a Stoccolma.

Questa struttura sottolinea la natura processuale del DAAS: un apprendimento che si costruisce nel tempo, attraverso spostamenti, relazioni e ritorni.

Oltre l’accademia

Uno degli aspetti più rilevanti del programma è la sua capacità di generare legami duraturi tra ricerca e contesto. Molti ex partecipanti continuano infatti a lavorare nei territori che hanno attraversato, sviluppando progetti che si estendono ben oltre la durata del corso.

In questo senso, il DAAS si configura come un’infrastruttura critica che mette in discussione il ruolo stesso dell’istituzione accademica, aprendola a forme di produzione di conoscenza situate, relazionali e trasformative.


Caption

Il luogo non è uno sfondo, ma un metodo.
A Stoccolma, il programma DAAS del Royal Institute of Art continua a ridefinire la ricerca artistica come pratica situata, collettiva e politica. Tra archivio vivente, podcast e geografie in movimento, la decolonialità diventa esperienza concreta, radicata nei territori e nelle relazioni.

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