4 marzo – 15 aprile 2026
Royal Institute of Art (KKH), Stoccolma
Come possono artisti, architetti, curatori e operatori culturali creare le proprie condizioni di lavoro quando i contesti istituzionali o urbani non li invitano esplicitamente a partecipare? Come è possibile negoziare nuovi valori nello spazio pubblico e attivare progetti capaci di incidere sul modo in cui viviamo e condividiamo la città?
Sono queste alcune delle domande al centro di Of Public Interest (OPI) Lab, il programma avanzato annuale del Royal Institute of Art di Stoccolma, che propone un ambiente di ricerca basato sulla pratica e aperto a professionisti provenienti da diversi ambiti: arti visive, architettura, architettura del paesaggio, curatela, produzione culturale e politiche urbane.
Il laboratorio parte da un presupposto semplice ma radicale: lo spazio pubblico è il nostro ambiente di vita condiviso e dovrebbe essere il luogo in cui una molteplicità di voci e interessi — anche contrastanti — possano coesistere. In questo contesto, OPI Lab esplora il potenziale dell’ambiente costruito come una pratica di mimetizzazione, sviluppando progetti che agiscono come veri e propri “doppi agenti spaziali”: interventi capaci di infiltrarsi nelle dinamiche urbane e di generare nuove forme di relazione tra arte, architettura e società.
Ogni anno sedici professionisti internazionali partecipano al programma, incontrandosi dieci volte nel corso dell’anno per sessioni intensive di una settimana a Stoccolma. Il cuore delle attività è una vetrina urbana nel quartiere residenziale di Gröndal, che diventa allo stesso tempo spazio di lavoro, laboratorio e dispositivo di pubblicazione spaziale.
Questo luogo si inserisce in un contesto urbano in trasformazione: il piano regolatore della città prevede infatti la riconversione dell’area industriale sul lungomare vicino in nuove abitazioni. Gröndal diventa così un caso studio reale, un territorio dove sperimentare metodologie e progetti in relazione al contesto, alle storie locali e ai diversi pubblici che abitano il quartiere.
All’interno di questo spazio espositivo aperto sulla città, i partecipanti testano prototipi in scala 1:1 attraverso interventi architettonici, scultorei e concettuali, azioni performative e dispositivi artistici capaci di attivare il dialogo con il territorio. Il quartiere stesso diventa un vero e proprio atelier diffuso, mentre abitanti, passanti e attori locali assumono il ruolo di interlocutori diretti del processo artistico.
Il programma combina workshop pratici, lezioni, seminari, conversazioni e momenti di critica, creando un contesto di apprendimento peer-to-peer in cui lo scambio di conoscenze avviene tanto attraverso il sapere quanto attraverso il disapprendimento. Tra una sessione e l’altra, i partecipanti sviluppano autonomamente i propri progetti, portando avanti ricerche individuali e collettive.
L’anno si conclude con un evento pubblico, in cui vengono presentati i prototipi e le idee sviluppate durante il percorso: non come risultati definitivi, ma come proposte aperte capaci di evolvere nel tempo e di generare nuove forme di pratica artistica nello spazio pubblico.
OPI Lab è sviluppato e diretto dall’artista e professore Jonas Dahlberg insieme alla curatrice e scrittrice Jasmine Hinks. Il programma rappresenta oggi uno dei contesti più interessanti in Europa per chi desidera interrogare il ruolo dell’arte, dell’architettura e della curatela nella trasformazione dei territori e delle comunità.
Un laboratorio che non si limita a osservare la città, ma prova a intervenire nelle sue dinamiche, immaginando nuovi modi di agire nello spazio pubblico — spesso proprio dove l’arte non è stata ancora invitata.
immagine dal sito dell’iniziativa
Info
Royal Institute of Art (KKH)
Flaggmansvägen 1, Stoccolma
https://kkh.se
Instagram: @opi_lab
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