Il sogno e l’inattività come pratiche di resistenza al Pirelli HangarBicocca di Milano

Con Rebecca, la sua prima mostra personale in un museo, Benni Bosetto trasforma lo spazio dello Shed di Pirelli HangarBicocca in un ambiente da abitare più che da attraversare: un paesaggio sensoriale e domestico in cui il corpo, il desiderio e il riposo diventano strumenti critici per interrogare il presente.

Nata a Merate nel 1987 e attiva tra Milano e il contesto internazionale, Bosetto sviluppa una pratica multidisciplinare che intreccia disegno, scultura, installazione e performance. Al centro della sua ricerca c’è il corpo, inteso non solo come soggetto rappresentato ma come dispositivo attivo di relazione con il mondo. Le sue opere nascono dall’ibridazione di fonti differenti — letteratura, antropologia, cultura popolare, cinema, psicoanalisi — rielaborate in immagini e ambienti sospesi tra il surrealismo e l’onirico.

Curata da Fiammetta Griccioli, la mostra si presenta come un vero e proprio “manifesto sensoriale”. In un’epoca dominata dalla produttività e dall’accelerazione continua, Bosetto rivendica il diritto a rallentare, proponendo lo spazio espositivo come rifugio immaginativo dove il tempo soggettivo torna ad avere valore. Rallentare non come fuga, ma come gesto politico: un modo per riappropriarsi del proprio ritmo e della propria capacità di immaginare.

Il titolo rimanda all’omonimo romanzo gotico di Daphne du Maurier, dove la casa diventa presenza viva e inquieta. Allo stesso modo, l’allestimento di Bosetto funziona come un organismo architettonico femminile: un corpo che accoglie e trattiene, che sembra respirare insieme ai visitatori.

All’ingresso, La bocca (2022) — un tessuto iridescente attraversato da un grande occhio — guida il pubblico dentro un universo percettivo ambiguo, quasi iniziatico. Lungo tutto il percorso, Le cellule (2026), composte da centinaia di strisce di carta da parati disegnate a mano, trasformano le superfici architettoniche in una pelle viva, fragile e mutevole.

La mostra si articola in tre ambienti interconnessi — la guancia, la pancia e il cuore — ognuno legato a una diversa dimensione corporea ed emotiva.

  • La guancia è lo spazio del riposo e della contemplazione: un invito a sostare, a sognare ad occhi aperti, a vivere la lentezza come pratica collettiva.
  • La pancia accoglie opere dedicate alla trasformazione e all’istinto, come la serie Le porte (2026), nove lavori disposti sul pavimento come contenitori narrativi aperti.
  • Il cuore, nucleo pulsante della mostra, ospita la performance Tango (II version): una milonga reinventata dove ballerini amatoriali indossano copricapi che evocano forme animali e vegetali, creando una coreografia interspecie che mette in discussione i confini tra umano e non umano. La performance Tango (II version) si attiva una volta alla settimana per tutta la durata della mostra, secondo un calendario variabile pubblicato e aggiornato da Pirelli HangarBicocca.

L’intero progetto riflette su tensioni estremamente contemporanee — libertà e controllo, autodeterminazione e costrizione, produttività e piacere — e propone il sogno e l’inattività come forme di resistenza culturale. In questo senso, Rebecca non è solo un’esperienza estetica, ma una dichiarazione poetica sul valore dell’immaginazione e della cura di sé.

Accanto all’esposizione, un programma pubblico di cinema gotico, performance e letture espande ulteriormente la mostra, rendendola un ecosistema vivo in continua trasformazione.

Con Rebecca, Benni Bosetto costruisce uno spazio in cui l’intimità diventa gesto politico e la lentezza una strategia di sopravvivenza. Un invito, semplice ma radicale: riconquistare il diritto a rallentare.

📍 Pirelli HangarBicocca, Milano
🗓 fino al — 19 luglio 2026
Ingresso gratuito

#BenniBosetto #Rebecca #DirittoARallentare #PirelliHangarBicocca #ArteContemporanea #ContemporaryArt #MostreMilano #PerformanceArt #Installazione #ArteItaliana #BodyAndSpace #SlowTime #ArtAndPolitics #Piuvolume