Mapping Dispossession è un incontro online organizzato da Just Housing For All, in programma il 26 febbraio dalle 17:00 alle 18:30 (CET), dedicato alle modalità con cui comunità, ricercatori e movimenti urbani producono conoscenza “dal basso” attraverso cartografie critiche, banche dati comunitarie e pratiche di contro-mapping per mettere in luce processi altrimenti invisibili di sfratto, reti proprietarie e flussi finanziari che determinano la dispossessione urbana.

Il focus dell’evento è sul ruolo delle mappe e dei dati come strumenti di trasparenza, democrazia e azione politica nella città contemporanea, decostruendo il monopolio dei saperi urbani tradizionali e reinterpretando il rapporto tra rappresentazione e potere nello spazio urbano. Questo tipo di pratiche, che includono visualizzazioni, database collaborativi, piattaforme di dati aperti e cartografie contro-egemoniche, permette di contrastare narrazioni opache e di trasformare l’esperienza vissuta in evidenza politica utile per organizzazione e advocacy.

Una genealogia di pratiche critiche: dal counter-mapping alla giustizia dei dati
Il lavoro presentato da Just Housing For All si colloca in una tradizione più ampia di ricerca e attivismo urbano che mette insieme giustizia abitativa, cartografia e dati come campi di indagine e di pratica inscindibili. Progetti come l’Anti-Eviction Mapping Project (AEMP), nato nella San Francisco Bay Area nel 2013, mostrano come le mappe non siano semplici strumenti descrittivi ma pratiche performative che rendono visibili le dinamiche di sfratto e gentrificazione spesso ignorate o minimizzate dai media mainstream e dalle istituzioni.
Questi progetti producono mappe, analisi, strumenti narrativi e audiovisivi in dialogo con comunità locali, trasformando dati grezzi in strumenti di mobilitazione e resistenza. Nel contesto di Mapping Dispossession, il mapping non è solo rappresentazione cartografica ma un modo di esporre relazioni di potere, collegare informazioni complesse e favorire l’organizzazione collettiva contro pratiche speculative e processi di esclusione urbana.
Perché questo evento conta
L’iniziativa di Just Housing For All si inserisce in un momento storico in cui:
- l’accesso ai dati urbani diventa un terreno di conflitto tra interessi privati, speculazione e diritti delle comunità;
- le cartografie critiche emergono come pratiche di resistenza capaci di scardinare narrazioni istituzionali;
- i dati non sono più solo numeri, ma strumenti di riconoscimento, organizzazione e trasformazione sociale.
L’evento intende riportare al centro la produzione collettiva di conoscenza e il ruolo delle comunità come soggetti attivi nella definizione dell’urbanità contemporanea, democratizzando il sapere urbano e offrendo strumenti concreti per agire politicamente attraverso il dato.
Implicazioni e prospettive
In un contesto urbano globalizzato dove mercati immobiliari, piattaforme digitali e flussi di capitale ridisegnano il diritto alla città, iniziative come Mapping Dispossession e le pratiche di cartografia critica ad esse connesse diventano spazi di empowerment: non solo mettendo in luce ciò che è invisibile, ma costruendo narrazioni alternative basate su dati condivisi e contesti esperienziali.
Questo tipo di lavoro è importante non solo per attivisti e ricercatori, ma anche per amministrazioni e professionisti interessati a ripensare gli strumenti di governance urbana in modo più inclusivo e trasparente.
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