Dal 9 aprile al 28 settembre 2026, Fondazione Prada presenta Dash, nuovo progetto multimediale concepito da Cao Fei per il Podium di Milano. Dopo oltre vent’anni di indagine sulla trasformazione tecnologica e sulla condizione umana – dai lavoratori di Whose Utopia (2006) ai magazzini automatizzati di Asia One (2018) – l’artista sposta ora lo sguardo verso l’agricoltura, fondamento materiale e simbolico della civiltà.
Un’archeologia del futuro
Negli ultimi tre anni Cao Fei ha attraversato le campagne della Cina meridionale e nord-occidentale e del Sud-est asiatico, osservando da vicino l’emergere dell’agricoltura intelligente. Droni, algoritmi predittivi, sensori, piattaforme satellitari: strumenti che promettono efficienza, sicurezza alimentare e riduzione della manodopera in un contesto segnato da crisi climatica, scarsità idrica e invecchiamento della popolazione rurale.
Ma Dash non celebra un idillio high-tech. Al contrario, come afferma l’artista, la mostra invita il pubblico a entrare in un “sito archeologico agricolo contemporaneo”, dove sistemi di posizionamento satellitare dialogano con geografie rituali e dove intelligenza artificiale e sapere tradizionale si addestrano reciprocamente. È un’indagine sulla biopolitica del territorio, sugli artefatti tecnologici come strumenti di produzione e, insieme, portatori di tempo.
Un ecosistema immersivo
Il progetto si sviluppa tra piano terra e primo piano del Podium, con un allestimento ideato da Small Productions che intreccia virtuale e reale.
Al piano terra, Cao Fei costruisce un ambiente immersivo in scala reale: un magazzino per il grano, una nuova stazione agricola, una struttura-tempio, una piantagione di banane circondata da pannelli solari e attrezzature intelligenti. Qui prende forma il cuore del progetto.
La nuova opera video Dash, prodotta da Fondazione Prada, è proiettata su due schermi all’interno del “granaio”. Attraverso uno split screen ipnotico, si registra la sintonia tra corpo umano e macchina: i nuovi agricoltori trasferiscono nei droni parte dei propri ritmi cognitivi e fisiologici, generando una sorta di “assemblaggio cognitivo”. Non più semplice strumento, il drone diventa protesi mentale, medium di una simbiosi che rasenta lo spiritismo tecnologico.

L’installazione The Birth, ospitata in una tenda-tempio intrecciata con sacchi di fertilizzante, mette in scena il paradosso dei droni come prodotti standardizzati della catena industriale ma anche oggetti di venerazione. In alcune aree del Sud-est asiatico, infatti, gli agricoltori offrono rituali ai droni come un tempo alle divinità del raccolto: la tecnologia non cancella il sacro, lo ridefinisce.
Con Dash-180c, esperienza in realtà virtuale, il visitatore assume la prospettiva di un drone dismesso, proiettato in un futuro in cui la rivoluzione tecnologica ha completamente trasformato agricoltura e civiltà. È un ribaltamento di sguardo che interroga il nostro rapporto con l’automazione.
Archivi, memoria e costruzione nazionale
Il primo piano del Podium amplia la ricerca attraverso documentari, interviste, fotografie, diapositive scientifiche, poster e materiali d’archivio che attraversano la storia agricola cinese dal 1949 agli anni Ottanta. L’agricoltura emerge come dispositivo centrale della costruzione nazionale nella Repubblica Popolare Cinese e come terreno di sperimentazione ideologica, pedagogica e scientifica.
Tra le opere presentate figurano i documentari Super Farms e Southward Journey, la serie di interviste Land Debate e l’installazione Land Ceremony, ispirata al rituale millenario del “drago di riso”. A tenere insieme questi materiali è il diagramma concettuale CHT Triad: Cosmos, Human, Technics, che propone una nuova unità possibile tra Cosmo, Uomo e Tecnica.
Tecnologia, lavoro, spiritualità
Con Dash, Cao Fei pone domande urgenti: come ridefinire il valore del lavoro nell’era dell’intelligenza artificiale? Quale spazio resta per la conoscenza tradizionale quando gli algoritmi prendono decisioni? È possibile immaginare una coesistenza non gerarchica tra tecnologia, essere umano e natura?
In un’epoca in cui la tecnologia è ormai radicata nell’esperienza quotidiana, l’artista invita a superare la narrazione lineare della dominazione – dell’uomo sulla macchina o della macchina sull’uomo – per ipotizzare una nuova alleanza, fragile e complessa, tra ingegneria e rituale, efficienza e memoria, dato e mito.
Ad accompagnare la mostra, un volume illustrato pubblicato da Fondazione Prada, con introduzione di Miuccia Prada, una conversazione tra Cao Fei e Rem Koolhaas e una serie di saggi e interviste che approfondiscono le implicazioni culturali, politiche e speculative del progetto.
P.F
Info utili
Cao Fei – Dash
9 aprile – 28 settembre 2026
Fondazione Prada, Podium
L.go Isarco 2, Milano
Anteprima stampa: 8 aprile, ore 10:00–13:00
immagini dal comunicato dell’iniziativa
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