C’è una linea sotterranea che attraversa la programmazione attuale del MoMA PS1 e che non si lascia leggere semplicemente come successione di mostre, ma come un ecosistema di pratiche che interrogano il modo in cui il sapere viene prodotto, trasmesso, vissuto anche digitalmente. Al centro di questa costellazione si colloca Homeroom: LA ESCUELA___, progetto che assume l’educazione non come tema, ma come forma, come metodo di lavoro e come postura politica. Attorno a questa esperienza gravitano le altre esposizioni, che appaiono meno come eventi autonomi e più come aule espanse, spazi di apprendimento laterale in cui il corpo, i mondi digitali, la memoria e la performance diventano strumenti di conoscenza.

La Escuela nasce come piattaforma collettiva e transnazionale, ispirata a pratiche di educazione radicale, femminista e decoloniale, e si configura al PS1 come una sorta di classe aperta: non un luogo di trasmissione verticale del sapere, ma un campo di relazioni, esercizi, incontri, materiali e archivi attivati. Qui l’educazione è pensata come atto di resistenza, come pratica situata che si oppone tanto alla neutralità istituzionale quanto alla mercificazione dell’apprendimento. L’aula diventa spazio di conflitto produttivo, di condivisione affettiva, di costruzione di comunità temporanee.
Questo approccio pedagogico non rimane confinato a La Escuela, ma si riverbera nelle altre mostre, che sembrano rispondere a una domanda comune: chi ha il diritto di produrre sapere e attraverso quali forme?
È in questo senso che la grande retrospettiva dedicata a Vaginal Davis può essere letta come il controcanto perfetto a La Escuela. Magnificent Product non è soltanto una ricognizione storica su oltre cinque decenni di attività, ma una vera e propria lezione sulla possibilità di fare dell’arte uno spazio di educazione informale, queer e radicale. Performer, musicista, scrittrice, editrice di zine, Vaginal Davis ha costruito nel tempo una pratica che è sempre stata anche pratica pedagogica, fondata sulla trasmissione laterale, sull’ironia come strumento critico, sull’uso del corpo come archivio vivente.

Le sue performance, i suoi testi e i suoi ambienti installativi funzionano come aule indisciplinate, in cui la storia dell’arte si intreccia con la cultura punk, il drag, la militanza queer e l’autonarrazione. Al PS1, l’archivio di Vaginal Davis non viene monumentalizzato, ma rimane instabile, attraversabile, performativo. È un archivio che non insegna attraverso l’autorità, ma attraverso il contagio, la messa in crisi, l’eccesso. In questo senso, la sua presenza rafforza l’idea del museo come luogo di apprendimento non normativo, in cui il sapere passa attraverso il desiderio, l’umorismo e la dissidenza.
Accanto a queste due esperienze, le altre mostre della stagione contribuiscono ad ampliare il campo semantico di questa pedagogia diffusa. I lavori di Inuuteq Storch, ad esempio, interrogano il paesaggio e la memoria attraverso una temporalità ciclica e non lineare, proponendo un apprendimento che passa dall’osservazione lenta e dall’ascolto del territorio. Qui il sapere non è accumulazione di informazioni, ma relazione sensibile con l’ambiente, attenzione alle tracce, ai ritorni, alle stagioni. È una forma di conoscenza che si oppone alla velocità estrattiva del contemporaneo e che rimette al centro la dimensione dell’esperienza.

In modo diverso, ma altrettanto significativo, le pratiche digitali di Ayoung Kim e l’attenzione al non detto Gabrielle Goliath lavorano sul corpo digitalizzato e fisico come luogo di trasmissione del sapere. Nei loro lavori, la coreografia, la testimonianza e la narrazione personale diventano strumenti epistemologici, capaci di mettere in discussione i confini tra pubblico e privato, tra storia individuale e memoria collettiva. Il corpo non è più semplice oggetto di rappresentazione, ma medium di conoscenza, superficie su cui si iscrive il tempo, il trauma, la resistenza.
Letta nel suo insieme, la programmazione del MoMA PS1 sembra dunque articolare una visione del museo come scuola informale che attraversa le pratiche artistiche stesse, ridefinendo il ruolo dell’istituzione in quanto strumento di trasformazione.
⏰ Orari di apertura

📍 MoMA PS1
- Aperto tutti i giorni dalle 12:00 alle 18:00 (tranne eventuali chiusure indicate sul sito)
- Indirizzo: 22-25 Jackson Avenue, Queens, NY 11101
📅 Mostre e date principali della stagione
🎓 Homeroom: LA ESCUELA___ – Education as Resistance
- Dal: 6 novembre 2025
- Al: 23 febbraio 2026
Un progetto collettivo che esplora metodologie di apprendimento critico e pratiche di educazione come atto di resistenza.
👩🎤 Vaginal Davis: Magnificent Product
- Dal: 9 ottobre 2025
- Al: 2 marzo 2026
Retrospettiva che celebra oltre cinque decenni di pratica dell’icona queer e performer.
🌀 Inuuteq Storch – Soon Will Summer Be Over
- Fino al: 23 febbraio 2026
Installazione di paesaggi e memorie, in dialogo con i temi del corpo e del tempo.
📏 Four Dilations
- Fino al: 2 marzo 2026
Esplorazione di percezioni temporali attraverso diverse pratiche artistiche.
🎥 Gabrielle Goliath – Personal Accounts
- Fino al: 16 marzo 2026
Serie video documentaria che lavora su testimonianze, pause e momenti di presenza.
🕺 Ayoung Kim – Delivery Dancer Codex
- Fino al: 16 marzo 2026
Pratiche performative che intrecciano gestualità, movimento e narrativa digitale.
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