Uno spazio domestico e laboratorio vivo nel cuore di Amsterdam

A volte i musei nascono molto prima dei loro muri. Succede ad Amsterdam, al numero 213 di Parnassusweg, dove Hartwig Proxy — antenato, avamposto e organismo embrionale del futuro Hartwig Museum (apertura prevista nel 2028) — si è insediato come casa-laboratorio, spazio sociale e piattaforma di sperimentazione culturale.
Il paradosso è virtuoso: Proxy esiste prima dell’architettura del museo, e proprio per questo può modellarne l’identità. Qui si incontrano vicini, artisti, cuochi, performer, famiglie e ricercatori: una comunità temporanea e fluida che prova, sbaglia, immagina e costruisce ciò che il museo sarà.

A dicembre, Proxy si trasforma in un ecosistema di luce nel periodo più buio dell’anno. Il programma — sviluppato con artisti come Kerstin Brätsch, Karl Holmqvist, Lina Lapelytė, Kamruzzaman Shadhin e Rirkrit Tiravanija — attiva un mese di laboratori, performance, cinema, canto corale e cene condivise. È una celebrazione collettiva che attraversa culture, rituali e generazioni.

Fra i momenti chiave spiccano i workshop di colore e vetro di Kerstin Brätsch, che invitano partecipanti di tutte le età a colorare lampadine e finestre, trasformando il quartiere in una costellazione luminosa. Seguono le due prove pubbliche del celebre untitled 1990 (pad thai) di Rirkrit Tiravanija, in cui il gesto del cucinare diventa atto artistico e relazione sociale: pad thai gratuito, mani in movimento, cucina come performance.

La dimensione partecipativa si espande con i laboratori di ombre e marionette avviati da Kamruzzaman Shadhin, che collega Amsterdam ai bambini della Gidree Bawlee Foundation in Bangladesh, creando un ponte poetico fra comunità lontane. E poi il grande lavoro di Lina Lapelytė, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia 2019 per Sun & Sea, che guidando un coro aperto a tutti trasforma visitatori e abitanti in interpreti collettivi, fino al concerto finale del Hartwig Proxy Choir.

Non manca l’ironia internazionale dell’Open Call per la progettazione di case di pan di zenzero: un concorso di architettura in miniatura che mette insieme bambini, designer, artisti e architetti in un gioco serissimo sul tema della casa e dell’immaginazione.

Durante tutto il mese, Proxy tiene aperte le sue porte per la Proxy Family Table: tavoli condivisi, zuppe cucinate da amici e artisti, giochi da tavolo, riviste, film selezionati dal pubblico. Una quotidianità ospitale che fa del museo un luogo dell’abitare, non solo dell’osservare.

Con Hartwig Proxy, Amsterdam sperimenta un modello radicale: il museo come pratica collettiva, come spazio domestico, come materia viva che cresce insieme alla città. Un museo che comincia dalla relazione, non dall’edificio.

Parnassusweg 213
Amsterdam,
Paesi Bassi
www.hartwigproxy.nl
Instagram
immagine di Rirkrit Tiravanija  dal sito dell’iniziativa

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