Dieci artisti, dieci visioni. Arte, scienza e tecnologia per un futuro che respira

di PiuVolume Art Magazine
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STARTS EC(H)O è un programma di residenze artistiche nato nell’ambito di S+T+ARTS – Science, Technology & the Arts, l’iniziativa della Commissione Europea che promuove la collaborazione tra artisti, centri di ricerca e imprese tecnologiche.
Il progetto EC(H)O coinvolge università, festival, laboratori di supercalcolo, istituti di politica spaziale, piattaforme XR e hub di innovazione. La sua missione è semplice ma radicale: dimostrare che l’arte non è un accessorio della tecnologia, ma un motore critico capace di orientarla verso modelli più etici, sostenibili e umani.

Le residenze STARTS EC(H)O riuniscono dieci artisti che interrogano il nostro presente tecnologico per restituirci immagini possibili di un futuro diverso: più sostenibile, più sensibile, più umano – o meglio, più post-umano.

In un panorama in cui la tecnologia appare spesso come forza opaca, estrattiva o disumanizzante, questi progetti dimostrano che l’arte può diventare un dispositivo critico capace di rinegoziare il rapporto tra innovazione, etica ed ecologia.

STARTS EC(H)O nasce proprio da qui: dalla necessità di ripensare il digitale non come pura ingegneria ma come ecosistema relazionale, un luogo in cui l’immaginazione artistica e la ricerca scientifica possono contaminarsi. Ne emergono dieci residenze che trasformano il laboratorio in uno spazio poetico, e il dato in un corpo vivo.

Dieci traiettorie, dieci movimenti, un unico respiro.


Le opere e le ricerche

“In diese Welt geworfen” – Theda Nilsson-Eicke

Un’opera teatrale ibrida, tra fisico e VR, che esplora la condizione dell’essere “gettati” nel mondo – sintetico o reale – e i limiti della cura, della vulnerabilità mentale e dei nostri confini percettivi.
Ospitato da: TU Dresden

“Il perfetto sporco perfetto” – Johanna Bruckner

Un’indagine critica sull’intelligenza artificiale attraverso prospettive queer ed ecologiche. Bruckner smonta il mito della “purezza” dei sistemi digitali rivelandone tensioni, ambiguità e zone d’ombra.
Ospitato da: TU Dresden

“Zebrafish: Futures of Interspecies Care” – Carolyn Kirschner

Il pesce zebra come organismo modello per ripensare l’alleanza tra specie. Un progetto che intreccia biologia, fisica della vita e immaginazione speculativa.
Ospitato da: TU Dresden

“Feeling the Heat” – Kyriaki Goni

Una cartografia sensibile del calore urbano realizzata attraverso dati satellitari, AI e rilevamento delle piante. Una ricerca sulla resilienza e sulle infrastrutture ecologiche del futuro.
Ospitato da: ESPI – European Space Policy Institute

“LocalEchoes (VR-Terroir)” – Bernat Cuní

Avatar generativi e “geologici” che assorbono materiali, storie e texture dell’ambiente locale per opporsi all’estetica omologata della VR.
Ospitato da: HLRS e Media Solution Center

“in loop” – Olivier Kruse

Una scultura volante ispirata al seme di acero (sâmara), dove arte, aerodinamica e ingegneria aeronautica diventano un unico organismo in rotazione continua.
Ospitato da: HLRS e Media Solution Center

“HPC Data Symphonies” – Dr. Kirell Benzi

Log di supercalcolo trasformati in un paesaggio WebVR navigabile tramite clustering ML e comandi vocali. I dati diventano composizione, ritmo e immersione.
Ospitato da: HLRS e Media Solution Center

“Fusing Visions” – Merve Şahin

Gemelli digitali reinterpretati come installazioni XR capaci di sovrapporre luoghi, storie, ecosistemi e memorie culturali.
Ospitato da: Salzburger Festspiele, HLRS e Media Solution Center

“Feeling Back” – Iz Paehr

Una serie di interfacce tattili e sculture-controller che rendono accessibile l’incontro con il patrimonio culturale anche a chi non vede. Un archivio sensoriale dove la conoscenza passa attraverso il tocco.
Ospitato da: Salzburger Festspiele e Ars Electronica

“Breathing Architectures” – Côme Di Meglio

Architetture di micelio, biomateriali locali e cupole civiche che esplorano nuove forme di presenza ecologica, comunità e respirazione condivisa.
Ospitato da: La French Tech Grande Provence | Villa Creativa


Una nuova ecologia del digitale

Ciò che unisce queste ricerche non è il mezzo, né la tecnologia impiegata. È una postura: l’idea che l’arte possa aprire varchi dentro il mito del “tecnologico” come pura efficienza o innovazione.

Le residenze STARTS EC(H)O propongono una visione diversa:
una tecnologia che respira, che ascolta, che si lascia abitare;
una tecnologia che non assorbe il mondo ma dialoga con esso;
una tecnologia che non cancella la vulnerabilità ma la accoglie come forma di sapere.

In un momento storico segnato da crisi ecologiche, iper-sorveglianza algoritmica e piattaforme globali standardizzate, questi progetti ci ricordano che il futuro non si eredita: si immagina, si costruisce, si coltiva. Insieme.