Da oggi e fino all’11 gennaio 2026 il Mattatoio di Roma ospita Le forme dell’umanità, mostra personale dello scultore giapponese Keisuke Matsuoka, promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo, realizzata in collaborazione con Latitudo e curata da Tomoko Asada su idea di Ivana Della Portella.

Entrando nello spazio del Mattatoio, lo sguardo viene subito attratto dai volti esplosi: frammenti che si staccano, si allontanano, si moltiplicano nello spazio. Eppure come dichiara l’artista non c’è nulla di violento in questa dispersione, nel video della parte più intima della mostra – quella che restituisce la dimensione del suo laboratorio – La scomposizione non è quindi distruzione, ma un atto di comunicazione. I frammenti che si espandono, infatti, sembrano muoversi verso un’altra lingua, un’altra possibilità di relazione. Ogni scaglia di volto diventa un tentativo di dire l’indicibile, di tradurre in forma ciò che non può essere posseduto.
L’opera di Matsuoka, è intensamente radicata nella tradizione orientale ma si apre a una lettura globale, e interroga la condizione umana nel suo divenire. Al centro della mostra emerge la tensione fra costruzione e dissoluzione, fra identità e perdita: la scultura come processo vitale in cui la materia – legno, vetro, ferro, titanio – si decompone e si ricompone continuamente, proprio come accade alle nostre esistenze.
A questa apertura corrisponde un movimento opposto: nella serie Refugees, figure incappucciate e chiuse rimandano al fenomeno dei hikikomori, i giovani giapponesi che si ritirano dal mondo. Qui la scultura si fa difesa, gesto di resistenza, contenitore di una fragilità condivisa. La materia diventa pelle che protegge e trattiene.

Il dialogo fra le due polarità – l’espandersi e il chiudersi – attraversa tutto il percorso: due forze che si attraggono e si respingono, due forme di umanità che raccontano la nostra epoca.

La poetica di Matsuoka nasce da un pensiero animista e da una sensibilità antropologica che concepisce la scultura come linguaggio dell’essere. In ogni opera la materia naturale e quella tecnologica si fondono in un equilibrio precario, come se la creazione e la distruzione fossero parte di uno stesso respiro. Nell’opera A tree man, la polvere di ferro e titanio aderisce magneticamente a una rete metallica che avvolge un’anima lignea: una creatura sospesa tra organismo e macchina, radice e rete.
Nel suo laboratorio – ricostruito come dicevamo nell’ultima sala con bozzetti, matrici, prove di stampa – ritroviamo l’idea di un’arte che non possiede nulla, che usa la materia come un dono temporaneo. Le “forme dell’umanità” di Matsuoka parlano di noi, e ci raccontano della tensione costante tra il desiderio di comunicare e la paura di esporsi, tra il bisogno di aprirsi al mondo e quello di proteggersi da esso.
di redazione PiuVolume
📍 Keisuke Matsuoka – Le forme dell’umanità
📅 12 novembre 2025 – 11 gennaio 2026
📍 Mattatoio di Roma – Padiglione 9B
🎟️ Ingresso gratuito
🕚 Orari: martedì–domenica 11:00–20:00 (ultimo ingresso 19:00)
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