Arte e scienza si interrogano sul futuro dell’immaginazione

Università delle Arti di Helsinki · 4–21 dicembre 2025

di [redazione piùvolume]

Come sarà il futuro? E quale ruolo potrà ancora avere l’immaginazione, in un’epoca attraversata da crisi multiple e da un senso diffuso di immobilità?
Da queste domande prende avvio Immaginari Idioritmici, la sesta edizione del Research Pavilion dell’Università delle Arti di Helsinki, un progetto curatoriale che mette in relazione arte, pensiero e ricerca attraverso una mostra-laboratorio, una serie di giornate di studio (11–12 dicembre) e un ampio programma discorsivo e performativo.


Ripensare il futuro attraverso l’idioritmo

Il titolo si ispira a Come vivere insieme di Roland Barthes, testo scritto nei primi anni Settanta — un periodo in cui l’idea di un cambiamento positivo sembrava ancora possibile.
Barthes vi introduce il concetto di pratiche idioritmiche: forme di convivenza in cui ogni individuo può seguire il proprio ritmo senza essere assoggettato a regole collettive imposte. È una visione di comunità fondata sul rispetto delle differenze, sull’equilibrio tra la vita per sé e quella per gli altri.

Cinquant’anni dopo, la sesta edizione del Padiglione di Ricerca si interroga su come queste pratiche possano essere rilette in un mondo che chiede costantemente “posizioni chiare” e risposte immediate alle urgenze planetarie.
Che valore può avere oggi l’“immaginazione idioritmica” — quella che Barthes opponeva alle priorità dell’efficienza e della produzione — quando i ritmi del mondo sembrano accelerare fino all’esaurimento?


L’immaginario come forza reale

Il progetto curatoriale, ideato da Henk Slager (Uniarts Helsinki), parte da una rilettura del concetto di immaginario non come spazio dell’irreale, ma come forza costruttiva che agisce nel mondo.
L’immaginazione, in questa prospettiva, diventa uno strumento di progettazione sociale: un modo per ridefinire pratiche di comunicazione, coesione e mobilitazione.

L’immaginario, scrive Slager, è “una modalità di costruzione della realtà”: un processo che genera comunità, ridefinisce l’ontologia della vita quotidiana e mette in discussione le divisioni tra personale e collettivo, umano e non umano.
In un presente segnato da crisi ecologiche, conflitti e polarizzazioni, il progetto si chiede come la ricerca artistica possa farsi spazio di resistenza e di pensiero proiettivo, elaborando nuovi scenari possibili.


La mostra: una piattaforma di conoscenza in divenire

All’interno di questa cornice, Immaginari Idioritmici si presenta come una piattaforma per la conoscenza in trasformazione.
La mostra-laboratorio, ospitata negli spazi di Kuva/Tila dal 4 al 21 dicembre 2025, propone modalità sperimentali di curatela — performance, incontri, eventi discorsivi, rituali collettivi — come forme di ricerca in sé, e non semplici strumenti di presentazione.
L’obiettivo è esplorare la mostra come metodo: un ambiente in cui teoria e pratica si contaminano, e in cui l’opera non è il punto di arrivo, ma parte di un processo di indagine condiviso.

Il gruppo di ricerca coinvolge artisti e studiosi provenienti da diverse istituzioni europee: Amanda Beech (keynote resident), Christian Nyampeta, Kerstin Schroedinger, Angela Melitopoulos, Whyte & Zettergren, Heidi Hänninen, Veli Lehtovaara, Jaime Belmonte e Paola Fernanda, tra gli altri.
Il Padiglione diventa così un vero e proprio ecosistema di pratiche, in cui prospettive individuali (idioritmiche) dialogano con fenomeni planetari come l’estrattivismo, il cambiamento climatico, la migrazione, l’austerità economica e la crisi dei modelli democratici.


Amanda Beech e la narrazione come potere

Tra gli interventi principali figura l’artista e teorica Amanda Beech, che presenta Map of the Bomb (2022), un’installazione video già presentata a Londra e Chicago.
Beech, da anni impegnata in una riflessione sui rapporti tra potere, linguaggio e immagine, costruisce scenari narrativi in cui la struttura stessa del racconto diventa materia politica.
In Map of the Bomb, l’artista rielabora un immaginario noir — ispirato al romanzo Red Harvest di Dashiell Hammett — per indagare il modo in cui il linguaggio costruisce realtà multiple e spesso contraddittorie.
Nel contesto di Immaginari Idioritmici, il suo lavoro si legge come una critica alle logiche narrative lineari e come un tentativo di restituire alla narrazione un ritmo proprio, discontinuo, idioritmico.


Ricerca, tempo, coesistenza

Il valore del progetto curato da Slager e dai ricercatori di Uniarts risiede nella sua capacità di riconfigurare la mostra come dispositivo di pensiero collettivo.
Non si tratta di una rassegna di opere, ma di un laboratorio aperto, in cui ogni partecipante mette alla prova il proprio ritmo di ricerca, la propria modalità di immaginare il mondo.

In questo senso, Immaginari Idioritmici appare come una riflessione urgente sulla condizione della ricerca artistica contemporanea: una pratica che non produce soluzioni, ma spazi di possibilità, dove l’immaginazione torna a essere un atto politico e sociale.
Come scrive Barthes, “vivere insieme” significa anche accettare la pluralità dei tempi e delle distanze — una lezione quanto mai attuale in un presente che tende all’uniformità.


Informazioni

Immaginari Idioritmici
Sesto Padiglione di Ricerca, Università delle Arti di Helsinki
📍 Kuva/Tila, Helsinki
📅 4–21 dicembre 2025
📚 Research Days Kuva: 11–12 dicembre
Curatore: Henk Slager
Con: Amanda Beech, Christian Nyampeta, Kerstin Schroedinger, Angela Melitopoulos, Whyte & Zettergren, Jaime Belmonte, Paola Fernanda, e altri.
Partner: Finnish Cultural Foundation, HIAP Helsinki International Artists Programme, Gaia Stage, Accademia Estone delle Arti, Università di Tampere, Tarabya Kulturakademie Istanbul, Uniarts Helsinki.

🔗 www.uniarts.fi

#ImmaginariIdioritmici #IdiorrhythmicImaginaries #UniartsHelsinki #ResearchPavilion
#AmandaBeech #MapOfTheBomb #HenkSlager #ArtisticResearch #ContemporaryArt
#ArtAndSociety #ArtAsKnowledge #PostUtopia #ArtisticIntelligence
#FutureImaginaries #ArtAndPhilosophy #RolandBarthes #ComeVivereInsieme
#PiùVolume #ArtInContext #NordicArtScene #KuvaTila