“Il pubblico berrà Venezia.”
Una frase che potrebbe sembrare provocatoria, poetica, o addirittura surreale. E invece è reale. Canal Café è il nome del progetto che ha trasformato l’utopia in pratica: rendere potabile l’acqua della laguna di Venezia e usarla per preparare un caffè. Un gesto quotidiano che diventa rito, simbolo, dichiarazione politica e ambientale.
Il progetto, sviluppato nell’arco di vent’anni e guidato dallo studio newyorkese Diller Scofidio + Renfro, ha conquistato il Leone d’Oro per la miglior partecipazione nazionale alla Biennale di Architettura 2025, aperta lo scorso 10 maggio all’Arsenale. Curata da Carlo Ratti, questa 19ª edizione si intitola Intelligens. Natural. Artificial. Collective, e invita a ripensare il ruolo dell’architettura in un mondo che cambia velocemente, integrando natura, tecnologia e intelligenze collettive.
Canal Café è molto più di un padiglione. È una visione concreta: un sistema di filtraggio e depurazione che trasforma l’acqua salmastra del canale veneziano in un liquido potabile, usato poi per preparare espresso con la firma dello chef stellato Davide Oldani, ambasciatore Lavazza.
Il processo è sofisticato ma ispirato alla natura: l’acqua attraversa vasche vegetali con piante alofile che assorbono impurità conservando i sali minerali, viene sterilizzata con raggi UV e poi utilizzata per fare il caffè. Un caffè che diventa narrazione liquida della città, unendo la sua memoria storica (non a caso Venezia fu crocevia dell’introduzione del caffè in Europa) a una spinta ecotecnologica che guarda avanti.
Dietro il successo di Canal Café, oltre a Diller Scofidio + Renfro, troviamo l’impegno delle aziende Natural Systems Utilities (USA) e Sodai (Italia), e il sostegno del gruppo We Build, da tempo attivo su progetti di accesso all’acqua potabile nel mondo. Come ha ricordato la giuria del premio – presieduta da Hans Ulrich Obrist con Paola Antonelli e Mpho Matsipa – questo progetto dimostra come la laguna veneziana possa diventare laboratorio vivente per sperimentare soluzioni al problema della scarsità idrica che colpisce oltre il 40% della popolazione mondiale.
Oldani, con la sua cifra culinaria che fonde semplicità e innovazione, ha restituito all’acqua della laguna un sapore denso di storia, evocando nei suoi aromi una Venezia che si rigenera senza rinunciare a sé stessa.
Un gesto simbolico – bere un caffè – che si fa manifesto: l’architettura non solo come costruzione, ma come gesto ecologico, sociale e collettivo. Canal Café è un invito a condividere il futuro, come si condivide una tazzina dopo cena.
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📷 Credit: [ Courtesy La Biennale di Venezia]
📍Fonte ufficiale: https://www.labiennale.org/it/architettura/2025
