Italian Council 2026: dodici nuove opere tra produzione internazionale e collezioni pubbliche

Tra i progetti vincitori anche The Traveling Garden di Theo Eshetu, promosso da noi di Bluecheese Project con ifa-Galerie Berlin e destinato al Museo Nivola

Dodici nuovi progetti artistici attraverseranno nei prossimi anni geografie, istituzioni e contesti culturali differenti, per entrare infine nelle collezioni pubbliche italiane.

La Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura ha annunciato il 3 luglio i vincitori dell’Ambito 1 – Committenza internazionale di opere d’arte della quindicesima edizione di Italian Council, il programma dedicato alla produzione e alla promozione internazionale dell’arte contemporanea italiana.

Su 27 candidature presentate, la Commissione ha selezionato 12 progetti costruiti attraverso reti di collaborazione tra organizzazioni culturali, artisti, musei e istituzioni internazionali.

Più che un semplice programma di finanziamento alla produzione, Italian Council costruisce infatti una traiettoria precisa per le opere: nascere attraverso un processo di ricerca e produzione, sviluppare una dimensione internazionale e, infine, entrare nel patrimonio pubblico italiano.

La geografia dei progetti selezionati restituisce un sistema di relazioni che attraversa Europa, America Latina, Stati Uniti, Indonesia, Giamaica, Tunisia e Turchia, mettendo in connessione realtà indipendenti e grandi istituzioni museali.

Tra i vincitori figurano progetti di Tomás Saraceno, Michela de Mattei, Paola Pietronave, Marco Barotti, Theo Eshetu, Daniele Costa, Diego Gualandris, Mario Airò, Benedetta Panisson, Gio Peres, Ismaele Nones e Roberto Fassone.

Un giardino che viaggia tra Venezia, Berlino e la Sardegna

Tra i progetti selezionati c’è The Traveling Garden, nuova opera di Theo Eshetu promossa da Bluecheese Project, curatori Lara De Angelis e Pierpaolo Fabrizio insieme a ifa – Institut für Auslandsbeziehungen Galerie Berlin diretta da Inka Gressel e con la curatela internazionale di Melanie Rominguer, destinata alla collezione del Museo Nivola di Orani, in Sardegna.

Il progetto nasce dalla ricerca che Theo Eshetu sta sviluppando intorno all’immagine del giardino come spazio di memoria, migrazione, trasformazione e scambio.

La sua prima manifestazione pubblica può essere rintracciata in Garden of the Broken Hearted, l’opera presentata dall’artista alla Biennale Arte di Venezia 2026: un ulivo vivo, sradicato dal proprio ambiente naturale e collocato all’interno dello spazio espositivo, diventa una presenza sospesa tra radicamento e movimento, perdita e possibilità di rigenerazione.

The Traveling Garden amplia questa ricerca costruendo un ambiente multimediale e processuale nel quale immagini in movimento, fotografia, suono, dispositivi espositivi ed elementi vegetali convivono e si trasformano.

Il giardino non è inteso come un luogo stabile o come una rappresentazione della natura, ma come un organismo capace di attraversare luoghi e culture differenti, modificandosi attraverso gli incontri.

La struttura stessa del progetto è fondata sul viaggio.

Dopo la fase di produzione, The Traveling Garden sarà presentato a Berlino presso ifa-Galerie attraverso una mostra accompagnata da un programma pubblico di conversazioni e attività di approfondimento. La successiva fase italiana porterà l’opera al Museo Nivola di Orani, dove entrerà nella collezione pubblica del museo.

Il passaggio tra Berlino e la Sardegna non costituisce soltanto una sequenza espositiva, ma parte della struttura concettuale del lavoro: il giardino si sposta, incontra comunità e istituzioni differenti e accumula tracce del proprio percorso.

Una geografia internazionale dell’arte contemporanea

Accanto al progetto di Theo Eshetu, la selezione di Italian Council costruisce una geografia particolarmente ampia.

Tomás Saraceno svilupperà Il Santuario dell’Acqua – Sanctuary of Water in collaborazione con il Museo de Arte Moderno de Buenos Aires, con destinazione finale al Castello di Rivoli.

Marco Barotti lavorerà invece tra la Fundación TBA21, E-Werk Luckenwalde e la Alligator Head Foundation in Giamaica con Future Landscape of Sonic Reparation, destinato al Centro Pecci di Prato.

Il progetto Animalia di Daniele Costa nasce dalla collaborazione tra Careof e l’International Studio & Curatorial Program di New York e sarà destinato al Museo Novecento di Firenze.

Benedetta Panisson realizzerà NUA, una performance collettiva nel mare, mentre Roberto Fassone svilupperà I’ve seen the future insieme a Waag Futurelab di Amsterdam. Entrambi i lavori entreranno nella collezione del Mart.

Completano la selezione i progetti di Michela de Mattei, Paola Pietronave, Diego Gualandris, Mario Airò, Gio Peres e Ismaele Nones.

Dalla produzione al patrimonio pubblico

La caratteristica più interessante di Italian Council rimane probabilmente la sua capacità di considerare l’opera non come un oggetto isolato, ma come il risultato di una rete.

Ogni progetto mette in relazione un artista, un soggetto proponente, partner internazionali e una collezione pubblica italiana. La produzione diventa così un processo che attraversa luoghi diversi prima di trovare una destinazione permanente.

In un sistema artistico spesso concentrato sull’evento temporaneo, questa struttura introduce una prospettiva differente: finanziare la ricerca contemporanea significa anche costruire le condizioni perché le opere possano viaggiare, incontrare pubblici diversi e infine diventare parte del patrimonio collettivo.

È forse proprio questa la cartografia che emerge dai vincitori della quindicesima edizione di Italian Council: non una classifica di artisti, ma una rete di percorsi attraverso cui la produzione contemporanea si muove tra il contesto internazionale e le istituzioni pubbliche italiane.

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Dodici opere, una geografia internazionale di artisti, musei e istituzioni.

Il Ministero della Cultura ha annunciato i vincitori dell’Ambito 1 della quindicesima edizione di Italian Council.

Tra i progetti selezionati The Traveling Garden di Theo Eshetu, promosso da Bluecheese Project con ifa-Galerie Berlin e destinato alla collezione del Museo Nivola di Orani: un giardino in movimento tra immagini, suono, memoria, migrazione ed elementi viventi.

La selezione racconta un modello in cui l’opera non nasce isolata, ma attraverso una rete: produzione, circolazione internazionale e, infine, ingresso nel patrimonio pubblico.

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