Il cohousing intergenerazionale e la crisi dell’abitare nelle città d’arte

Le città europee stanno vivendo un paradosso sempre più evidente: i centri storici si svuotano di residenti permanenti mentre cresce la pressione turistica, aumentano i costi delle abitazioni e si accentua l’invecchiamento della popolazione.

Roma non fa eccezione.

Nel Municipio I convivono tre fenomeni che sembrano alimentarsi reciprocamente: il progressivo spopolamento del centro storico, l’elevata presenza di anziani soli e la crescente difficoltà per giovani e giovani famiglie di trovare un’abitazione accessibile.

È da questa constatazione che nasce “Il cohousing intergenerazionale che manca a Roma. Una proposta per riabitare il Centro”, l’incontro promosso da PensaRomaLab in programma il 1° luglio 2026 presso la Casa del Municipio Roma I.

L’obiettivo non è semplicemente discutere nuove politiche abitative, ma immaginare un diverso modo di abitare la città.

Dalla casa al welfare di prossimità

La proposta elaborata da PensaRomaLab parte da un’idea semplice: trasformare l’abitare in una forma di infrastruttura sociale.

Il cohousing intergenerazionale mette infatti in relazione giovani e anziani attraverso forme di condivisione abitativa, spazi comuni e servizi reciproci. Non si tratta soltanto di dividere una casa, ma di costruire relazioni di mutuo aiuto capaci di rispondere contemporaneamente a bisogni abitativi, sociali e di cura.

Il modello, nato nei Paesi nordici e ormai diffuso in numerose città europee, assume configurazioni differenti: dalla condivisione di appartamenti tra generazioni diverse fino a programmi istituzionali che favoriscono l’incontro tra giovani in cerca di alloggio e persone anziane che dispongono di stanze inutilizzate.

In tutti i casi, il principio rimane lo stesso: fare dell’abitare uno strumento di welfare.

Un tema urbanistico prima ancora che sociale

L’aspetto forse più interessante della proposta riguarda il suo carattere urbano.

Nel documento predisposto da PensaRomaLab il cohousing viene infatti presentato come possibile risposta a tre criticità strutturali del centro di Roma:

  • il calo continuo dei residenti;
  • l’invecchiamento della popolazione;
  • la difficoltà di accesso alla casa per le nuove generazioni.

L’idea è che il ripopolamento del centro storico non possa dipendere esclusivamente dalla costruzione di nuovi alloggi, ma anche dalla capacità di utilizzare diversamente il patrimonio abitativo esistente.

Da qui la proposta di destinare parte degli immobili pubblici disponibili – eventualmente individuati attraverso il censimento promosso da Roma Capitale e dal Municipio I – a progetti sperimentali di cohousing intergenerazionale, affiancandoli a forme più leggere di coabitazione sostenute dalle istituzioni locali.

Una nuova idea di città

Negli ultimi anni il cohousing è stato progressivamente riconosciuto anche sul piano normativo.

La Legge 33/2023 e il successivo Decreto attuativo 29/2024 individuano infatti il cohousing, compreso quello intergenerazionale, come una delle possibili politiche pubbliche per promuovere nuove forme dell’abitare, il riuso del patrimonio edilizio e il rafforzamento delle reti di prossimità.

Il confronto promosso da PensaRomaLab si inserisce proprio in questo scenario.

Più che proporre una soluzione unica, l’iniziativa apre una riflessione su come welfare, politiche abitative e rigenerazione urbana possano tornare a dialogare.

In una città dove il centro storico rischia sempre più di trasformarsi in uno spazio destinato al turismo e agli affitti brevi, la domanda diventa inevitabile: è ancora possibile immaginare un centro abitato, intergenerazionale e capace di produrre nuove forme di comunità?

Informazioni pratiche

Il cohousing intergenerazionale che manca a Roma. Una proposta per riabitare il Centro

📍 Casa del Municipio Roma I Centro
Via Galilei 53 – Roma

📅 Mercoledì 1 luglio 2026

🕠 Ore 17.30 – 20.00

Interverranno, tra gli altri:

  • Lorenza Bonaccorsi
  • Barbara Funari
  • Yuri Trombetti
  • Fiorenza De Riu
  • Cecilia Reynaud
  • Luigina Di Liegro
  • Sandro Polci

L’incontro è promosso da PensaRomaLab e intende avviare un confronto pubblico sulle politiche dell’abitare, sul welfare di prossimità e sul futuro del centro storico della Capitale.

Immagine dal profilo instagram di PensaRomaLab

Può il cohousing aiutare Roma a tornare una città abitata?

Il 1° luglio PensaRomaLab propone un confronto sul cohousing intergenerazionale come possibile risposta allo spopolamento del centro storico, all’invecchiamento della popolazione e alla difficoltà di accesso alla casa per i giovani.

Un’occasione per ripensare l’abitare non soltanto come questione immobiliare, ma come infrastruttura sociale capace di generare nuove forme di comunità.

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