Che cosa significa essere adulti oggi?
Per secoli la risposta sembrava relativamente semplice. L’età adulta coincideva con una serie di passaggi riconoscibili: il lavoro, l’autonomia economica, la costruzione di una famiglia, l’assunzione di responsabilità verso le generazioni future.
Oggi quelle certezze sembrano sempre più fragili.
È da questa constatazione che prende avvio Housekeeping in a Dangerous Time, la grande mostra collettiva ospitata a Palazzo Sapieha a Vilnius, che riunisce artisti internazionali come Jeremy Deller, Camille Henrot, Ryan Gander, Robertas Narkus, Phung-Tien Phan e altri protagonisti della scena contemporanea.
Il titolo richiama la celebre canzone Lovers in a Dangerous Time di Bruce Cockburn, ma sostituisce gli amanti con un’altra figura: quella di chi si prende cura della casa. Una scelta che sposta immediatamente il discorso dalla sfera romantica a quella della responsabilità collettiva.
La mostra prende infatti come punto di partenza il cosiddetto “contratto intergenerazionale”: quell’accordo implicito che lega ogni generazione alla successiva e che oggi appare sempre più sotto pressione.
Da un lato troviamo un mondo attraversato da guerre, crisi climatiche, stagnazione economica e trasformazioni demografiche che rendono difficile immaginare il futuro. Dall’altro assistiamo alla crescita di ambienti digitali progettati per catturare continuamente la nostra attenzione e incoraggiare comportamenti consumistici.
In questo scenario i confini tra infanzia, adolescenza e maturità sembrano progressivamente dissolversi.
La casa come metafora del presente
Uno degli aspetti più interessanti della mostra è l’uso della casa come dispositivo concettuale.
La casa non è soltanto un luogo fisico, ma diventa una metafora della contemporaneità. Uno spazio dove si intrecciano relazioni familiari, cultura popolare, flussi informativi, piattaforme digitali e memorie personali.
Le stanze domestiche si trasformano così in luoghi di negoziazione identitaria, dove i ruoli generazionali vengono continuamente ridefiniti.
Questa prospettiva risulta particolarmente significativa in un momento storico in cui gran parte della vita sociale si svolge attraverso dispositivi digitali e piattaforme algoritmiche.
L’infantilizzazione come fenomeno culturale
Uno dei temi centrali dell’esposizione riguarda la cosiddetta infantilizzazione della società.
Negli ultimi anni numerosi studiosi hanno osservato come molte infrastrutture digitali siano progettate per incentivare gratificazioni immediate, dipendenza dall’attenzione e consumo continuo. Social network, piattaforme di intrattenimento e sistemi di raccomandazione tendono a privilegiare comportamenti impulsivi rispetto a processi di riflessione a lungo termine.
La mostra non affronta il tema in maniera moralistica, ma si interroga sulle conseguenze culturali di questa trasformazione.
Se gli ambienti digitali influenzano profondamente il modo in cui costruiamo identità e relazioni, che cosa accade alle idee tradizionali di responsabilità, autonomia e maturità?
Arte, tecnologia e nuove forme di cura
Le opere presenti in mostra non offrono risposte univoche.
Piuttosto, costruiscono un campo di tensione tra vulnerabilità e responsabilità, tra dipendenza e autonomia, tra cura e controllo.
Le tecnologie quotidiane vengono osservate non soltanto come strumenti, ma come infrastrutture che modellano il nostro rapporto con il tempo, con gli altri e con noi stessi.
In questo senso Housekeeping in a Dangerous Time dialoga con molte delle questioni che attraversano oggi il dibattito culturale internazionale: dalla crisi della famiglia nucleare alle trasformazioni del lavoro, dalla salute mentale alla governance algoritmica, fino alla crescente difficoltà di immaginare il futuro.
Più che una mostra sulle generazioni, il progetto di Vilnius sembra allora porre una domanda radicale: in un mondo sempre più complesso e instabile, quali forme di maturità sono ancora possibili?
Informazioni pratiche
Housekeeping in a Dangerous Time
📍 Palazzo Sapieha
Vilnius, Lituania
📅 24 aprile – 31 dicembre 2026
Artisti
Ethan Assouline, Anna Clegg, Jeremy Deller, Ryan Gander, Saulė Gerikaitė, Camille Henrot, Nojus Juška, Marc Kokopeli, Robertas Narkus, Phung-Tien Phan, Josiane MH Pozi, Piotr Skiba, Niklas Taleb.
Curatori
Inesa Brašiškė, Edgaras Gerasimovičius, Povilas Gumbis.
Orari
Mercoledì–Lunedì: 12.00–20.00
Sabato: 11.00–19.00
Domenica: 11.00–18.00
