Dopo la natura: due progetti fotografici interrogano il paesaggio contemporaneo

Dal 13 marzo al 31 maggio 2026 la Fondazione Crespo presenta a Francoforte sul Meno la mostra After Nature: Ulrike Crespo Photography Prize 25, con i progetti vincitori You Only Look Once di Lisa Barnard e Notes on How to Build a Forest di Isadora Romero.

L’esposizione, ospitata al Crespo Open Space, riunisce due ricerche fotografiche e multimediali che interrogano il modo in cui gli ambienti naturali vengono osservati, interpretati e trasformati all’interno di sistemi ecologici, sociali e tecnologici sempre più interconnessi.

Il premio After Nature: Ulrike Crespo Photography Prize, promosso dalla Fondazione Crespo insieme a C/O Berlin, assegna ogni anno 80.000 euro a due artisti internazionali che lavorano con la fotografia e con i media basati sull’immagine ottica, sostenendo progetti che riflettono criticamente sulle trasformazioni del paesaggio contemporaneo. Il riconoscimento è dedicato alla fotografa e filantropa Ulrike Crespo (1950–2019).

Visione artificiale, crisi ecologiche e sistemi di percezione

Nel progetto You Only Look Once, Lisa Barnard (1967, Regno Unito) indaga le forme di percezione che attraversano sistemi animali, umani e meccanici, mettendo in dialogo fotografia, video e suono.

Il lavoro prende avvio dal Salton Sea, lago ipersalino della California segnato da crisi ambientali e da nuovi interessi industriali legati all’estrazione del litio. In questo contesto Barnard esplora le relazioni tra tecnologie autonome, campi di test militari e sistemi di visione artificiale.

Il titolo del progetto rimanda all’algoritmo di rilevamento degli oggetti YOLO (You Only Look Once), utilizzato nei sistemi di computer vision per riconoscere elementi in tempo reale. Attraverso questo riferimento, l’artista mette in luce la distanza tra processi automatici di elaborazione dei dati e esperienza cosciente, interrogando il ruolo delle tecnologie visive contemporanee: strumenti che non si limitano a registrare il mondo, ma contribuiscono attivamente a modellarlo all’interno delle crisi ecologiche e tecnologiche del presente.

La pratica di Barnard unisce ricerca artistica e analisi politica, esplorando da anni le connessioni tra complesso militare-industriale, sviluppo tecnologico e nuove ecologie.


Foreste come sistemi viventi e spazi di relazione

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Con Notes on How to Build a Forest, Isadora Romero (1987, Ecuador) propone una riflessione sulle foreste nebulose dell’Ecuador, considerate non come paesaggi incontaminati ma come ecosistemi dinamici abitati e trasformati da relazioni umane e non umane.

Il progetto nasce da un lavoro di ricerca condotto insieme a comunità locali, scienziati e artigiani, e combina fotografia, tessuti, video e suono. L’opera attraversa territori che vanno dagli altopiani andini fino alla costa del Pacifico, seguendo antiche rotte commerciali indigene e sistemi di conoscenza legati alle piante e alla gestione collettiva delle risorse.

Romero mette così in discussione la rappresentazione romantica della foresta come spazio statico o “vergine”, evidenziandone invece il carattere di sistema vivente plasmato da pratiche culturali, saperi ancestrali e processi ecologici in trasformazione.

La sua pratica si colloca tra fotografia documentaria e ricerca artistica, con una forte attenzione ai temi della giustizia sociale ed ecologica, dell’agrobiodiversità e della sovranità alimentare.

Una riflessione sulla natura dopo l’Antropocene

Curata da Ben Livne Weitzman e Katharina Täschner, la mostra mette in dialogo due approcci diversi ma complementari: da un lato l’analisi critica delle tecnologie che osservano e trasformano il mondo, dall’altro la ricostruzione di sistemi ecologici fondati su relazioni di cura, memoria e collaborazione comunitaria.

Entrambi i progetti interrogano l’idea stessa di “natura dopo la natura”, suggerendo che i paesaggi contemporanei non possano più essere pensati come separati dalle infrastrutture tecnologiche o dalle storie sociali che li attraversano.

La giuria del premio 2025 ha riunito curatori, studiosi e ricercatori internazionali tra cui Boaz Levin (C/O Berlin), Zippora Elders, Hinde Haest (Rijksmuseum) e Michelle Henning (University of Liverpool).

I prossimi vincitori del premio

Per l’edizione 2026 dell’After Nature: Ulrike Crespo Photography Prize sono stati annunciati i vincitori Stelios Kallinikou (Cipro) e Susanne Kriemann (Germania). La loro doppia mostra sarà presentata dal 12 settembre 2026 al C/O Berlin e successivamente al Crespo Open Space nel marzo 2027.

La Fondazione Crespo

La Fondazione Crespo, con sede a Francoforte sul Meno, è stata fondata dalla psicologa, fotografa e filantropa Ulrike Crespo. L’istituzione sviluppa progetti nei campi sociale e culturale, tra cui una residenza artistica internazionale presso Glenkeen Garden, nel West Cork, in Irlanda.

di redazione PiuVolum – immagini dal sito dell’iniziativa


Caption Instagram

Dopo la natura: due progetti fotografici interrogano il paesaggio contemporaneo.

Al Crespo Open Space di Francoforte la mostra After Nature: Ulrike Crespo Photography Prize 25 presenta i lavori di Lisa Barnard e Isadora Romero.

Tra visione artificiale, estrazione del litio e tecnologie autonome, Barnard esplora il modo in cui le macchine percepiscono il mondo. Romero invece attraversa le foreste nebulose dell’Ecuador, raccontandole come ecosistemi vivi costruiti da relazioni tra comunità, piante e territori.

Due ricerche che mettono in discussione l’idea di natura come spazio neutrale e separato dall’uomo.

📍 Crespo Open Space, Francoforte
📅 13 marzo – 31 maggio 2026


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