L’Arte e la struttura invisibile dell’ideologia, Fabio Mauri a Carrara

Che cosa significa oggi parlare di arte e ideologia? E soprattutto: dove può accadere questa riflessione senza ridursi a documento storico o a citazione musealizzata? La mostra “Fabio Mauri. Arte e ideologia”, in programma a Carrara dal 13 febbraio al 29 marzo 2026, offre una risposta che va oltre l’omaggio celebrativo, inscrivendosi in un dispositivo culturale più ampio: C.O.M. – City Open Museum, progetto di arte diffusa promosso dall’Accademia di Belle Arti di Carrara.

C.O.M. non è semplicemente un museo a cielo aperto, ma un luogo mentale: uno spazio elastico, transmediale e comunitario che ripensa il rapporto tra arte, territorio e memoria. Il suo stesso nome contiene una genealogia concettuale che affonda nelle radici del comune: comunione, comunicazione, comprensione, composizione. Non una totalità chiusa – come nel modello utopico del Gesamtkunstwerk – ma una costellazione di pratiche che tengono insieme differenze, temporalità, linguaggi e comunità, secondo una logica di prossimità e condivisione.

È in questa cornice che il lavoro di Fabio Mauri trova una risonanza particolarmente fertile. Mauri è stato, per tutta la sua carriera, un artista che ha inteso l’arte come lavoro dello spirito: un’attività critica, non alienata, capace di interrogare i meccanismi profondi della storia, del potere e delle immagini. La sua opera non illustra l’ideologia, ma la espone, la mette in scena, la fa agire. Ideologia come struttura invisibile che attraversa il corpo, il linguaggio, i media, la memoria collettiva.

Il percorso espositivo allestito a Palazzo del Medico, in Piazza Alberica, restituisce questa tensione in modo esplicito. Film e documentazioni delle performance più note – da Che cosa è il fascismo a Ideologia e Natura, fino a Europa bombardata – convivono con installazioni, sculture e disegni che compongono un pensiero visivo rigoroso e ancora bruciante. Opere come Il Muro Occidentale o del Pianto si impongono non come oggetti da contemplare, ma come dispositivi critici: superfici su cui la storia si imprime e continua a interrogare il presente.

Particolarmente significativo è il nucleo di lavori legati al ciclo Formazione di un pensiero anarchico, realizzati nel 1973 e ripensati dall’artista in una versione del 1995 mai esposta, insieme a opere come Il Ritratto dell’Anarchico Galli e a una selezione del ciclo Celebrity. Qui emerge con forza l’idea di un’arte che non si sottrae alla responsabilità politica, ma la assume come forma di conoscenza: un’arte che non consola, non pacifica, non semplifica.

Inserita nel palinsesto di C.O.M., la mostra su Mauri dialoga con un insieme più ampio di pratiche che attraversano Carrara e altri territori, mettendo in relazione arte, scienza, design, performatività e ricerca. Conferenze, workshop, festival e progetti espositivi costruiscono una comunità temporanea ma operativa, in cui il pubblico non è semplice destinatario, ma parte attiva di un processo di produzione di senso. In questo quadro, la dimensione digitale e archivistica assume un ruolo centrale: non come spettacolarizzazione, ma come strumento di cura della memoria e di trasmissione del sapere.

Carrara, con la sua storia di lavoro, materia e formazione artistica, si rivela così un contesto tutt’altro che neutro. Qui l’arte torna a essere pratica situata, capace di incidere sul presente e di attivare una riflessione collettiva sul passato. La mostra dedicata a Fabio Mauri non si limita dunque a ricordare un protagonista dell’arte italiana del secondo Novecento, ma riattiva il suo pensiero nel cuore di una comunità che lavora sull’arte come spazio di emancipazione e consapevolezza.

In tempi in cui l’ideologia sembra dissolversi in flussi di immagini e narrazioni opache, l’opera di Mauri ci ricorda che ogni immagine è una presa di posizione, ogni dispositivo culturale una scelta politica. E che l’arte, quando è davvero lavoro dello spirito, resta uno degli strumenti più radicali per comprendere – e trasformare – il nostro stare insieme.

immagini dal comunicato dell’iniziativa


INFO BOX

Fabio Mauri. Arte e ideologia
📍 Palazzo del Medico, Piazza Alberica – Carrara
📅 13 febbraio – 29 marzo 2026
🎟 Ingresso gratuito

A cura di Angelo Capasso
In collaborazione con Studio Fabio Mauri, Roma

La mostra fa parte del progetto C.O.M. – City Open Museum / Com.unità dell’arte diffusa, promosso dall’Accademia di Belle Arti di Carrara.

🔗 www.cityopenmuseum.com


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