Il tessile come linguaggio artistico e chiave di trasformazione sociale

A Busto Arsizio ritorna M(A)Y FIBER dal 10 maggio un mese di arte tessile. Visioni sostenibili e comunità in dialogo. La seconda edizione – Percorsi di arte e tessile tra tradizione e sostenibilità, promossa dal Comune con l’Assessorato alla Cultura e Identità, unisce identità storica e una visione profondamente contemporanea:

Dal 10 maggio all’8 giugno 2025, la città del Varesotto accoglierà un programma diffuso che si dirama tra musei, aziende, studi professionali e luoghi non convenzionali. Una vera e propria costellazione di appuntamenti dedicati alla fiber art e alla sua forza evocativa, capace di raccontare — filo dopo filo — i legami tra passato industriale e futuro possibile. Cosi afferma l’assessora Maffioli:

“Un appuntamento che rinnova la valorizzazione della vocazione tessile di Busto Arsizio attraverso il meta-linguaggio dell’arte. Una rete di condivisione e co-progettazione che, grazie a collaborazioni prestigiose, contribuisce a costruire una nuova identità culturale della città”

L’edizione 2025 segna anche una tappa importante nel dialogo tra il Comune e la Fondazione Pistoletto – Cittadellarte, un percorso avviato nella prima edizione e proseguito in questi mesi con il coinvolgimento di scuole, università, artisti e associazioni del territorio.

Tra gli eventi di punta, la rassegna MINIARTEXTIL 2025 dal titolo “L’arte come preghiera”, a cura dell’associazione culturale Arte&Arte di Como. Le sale del Museo del Tessile e della Tradizione Industriale, ospitato in un edificio simbolo dell’archeologia industriale (ex Cotonificio Bustese), accoglieranno opere minitessili da 27 Paesi: installazioni dense di significati che intrecciano spiritualità, materia e memoria.

La mostra si inserisce anche nel calendario di “BA Giubileo”, che per tutto il 2025 propone un evento “giubilare” per ogni festival cittadino, in collaborazione con il Decanato e le realtà culturali locali.

Tra le opere selezionate dalla giuria (composta da Giulia Crivelli, Sergio Gaddi e Kimiyasu Kato) spiccano nomi come Valeria Scuteri, Valerio Gaeti, Elena Borghi, Elisabeth Aro, Antonio Bernardo, Patrizia Guerresi Maimouna, Vivide Mantero, Dario Picariello, Jaime Poblete Aravena, Jin Angri, Carlo Pozzoni, e il duo DuoX (Valeria Melodia Boisco e Tyrone Brown-Osborne).

Particolarmente significativa sarà la presenza dell’opera dell’artista giapponese Mihoko Sumi, vincitrice del Premio Arte&Arte “Nazzarena Bortolaso”: un omaggio alla co-fondatrice di Miniartextil, imprenditrice visionaria e figura chiave dell’arte contemporanea scomparsa nel 2022.

Il progetto espanderà il suo raggio anche al di fuori degli spazi espositivi classici: aziende e studi della città apriranno le loro porte alle installazioni, ospitando il pubblico per vernissage e finissage, in un intreccio continuo tra arte, lavoro e vita quotidiana.

M(A)Y FIBER si conferma così come un laboratorio urbano, dove l’arte tessile non è solo espressione estetica, ma anche strumento di riflessione sulle sfide ambientali e sulle pratiche sostenibili. In particolare, saranno protagoniste le imprese tessili del territorio, coinvolte in una collaborazione che punta a valorizzare materiali, saperi e processi responsabili, in equilibrio tra tradizione e innovazione.

Un invito a guardare al tessile come linguaggio artistico e chiave di trasformazione sociale: un filo che cuce memorie, territori e futuri possibili.

info dalla cartella stampa, foto di copertina Pozzoni

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