#Reconstructions: ripensare le pratiche spaziali attraverso il femminismo nero

Scadenza per la presentazione delle domande: 8 aprile 2025

Il Royal Institute of Art di Stoccolma lancia un’opportunità unica per professionisti e ricercatori che vogliono esplorare nuove modalità di pratiche spaziali. “Reconstructions” è un corso di formazione continua sperimentale e interdisciplinare che si ispira al femminismo nero per reimmaginare il nostro rapporto con lo spazio, la cura e l’affettività.

Guidato da Marie-Louise Richards, docente di architettura, il corso fa parte del Dipartimento per la ricerca e la formazione continua in architettura e belle arti presso il Royal Institute of Art. L’obiettivo è esplorare la costruzione di mondi alternativi attraverso approcci critici e poetici che sfidano gli script coloniali ancora radicati nelle pratiche spaziali contemporanee.

Un Approccio Critico e Poetico alla Pratica Spaziale

“Devi creare il tuo mondo, devi scriverci dentro.” — Octavia Butler (2000)

Il corso parte dall’assunto che la costruzione di nuove pratiche spaziali non possa prescindere dal riconoscimento del lavoro emotivo e affettivo necessario per rifiutare il mondo così come lo conosciamo. La ricerca si sviluppa attorno a una pratica riparativa che pone attenzione alla vulnerabilità sociale, alle sue complessità e alle forme di conoscenza storicamente ignorate o svalutate.

Metodologie e Tematiche

I partecipanti esploreranno metodi relazionali, incarnati e poetici, tra cui:

  • Femminismo radicale nero e black study
  • Cyberfemminismo e afrofuturismo
  • Pratiche spaziali critiche
  • Approcci artistici e architettonici sperimentali

Attraverso lezioni, seminari, workshop e casi studio, il programma incoraggia una riflessione su come il lavoro emotivo e la cura possano essere centrali nella costruzione di futuri modi di vivere e pratiche artistiche e architettoniche.

Una Comunità di Ricerca Internazionale

Tra l’autunno 2023 e la primavera 2025, “Reconstructions” ha ospitato e collaborato con figure di spicco come Tina Campt, Saidiya Hartman, Camille Sapara Barton, Mariam Elnozahy, Françoise Vergès, Lisa Tan e Carla Zaccagnini. Inoltre, il corso ha attivato sinergie con istituzioni come Black Archives Sweden, Moderna Museet, Tensta Konsthall, Malmö Konsthall, IASPIS e il re:arc Institute.

Modalità di Partecipazione

Il corso annuale e a tempo pieno prevede incontri mensili intensivi di cinque giorni, con sessioni che spaziano tra teoria e pratica, creando spazi semi-pubblici di condivisione e sperimentazione.

Per maggiori informazioni e per presentare la candidatura, visita il sito ufficiale del Royal Institute of Art (kkh.se). Segui gli aggiornamenti attraverso i canali social dell’istituto.

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