Opere come spore in una mostra sul micelio al CRAC Alsace

Dal 9 febbraio all’11 maggio 2025, il CRAC Alsace – presso Altkirch, comune dell’Alsazia in Francia – ospita la mostra collettiva A meal without mushrooms is like a day without rain, con le opere di Alexandre Caretti, Zoë June Grant, Lou Masduraud, Rayane Mcirdi, José Miguel del Pozo e Chloé Vanderstraeten, a cura di Sandrine Desmoulin, Maria Claudia Gamboa, Sarah Menu e Richard Neyroud. In occasione dell’evento, una navetta gratuita partirà da Basilea (Meret Oppenheim Strasse, davanti allo skatepark) alle ore 11, con ritorno previsto per le 15. Per prenotazioni, contattare Sarah Menu: s.menu@cracalsace.com.

Il CRAC Alsace non è solo uno spazio espositivo, ma un organismo vivo e pulsante. Le sue aule, un tempo parte di una scuola, si articolano come braccia in movimento, aprendosi a nuove prospettive artistiche e relazionali. L’idea dell’abitare si sviluppa qui in una dimensione affettiva, dove artisti, visitatori e membri del team trasformano continuamente l’ambiente.

Come un micelio, la rete sotterranea che permette ai funghi di nutrirsi e propagarsi, il CRAC accoglie e connette individui e idee, promuovendo un processo di rigenerazione collettiva. Il micelio preesisteva all’arrivo degli artisti: Alexandre Caretti ha raccolto le tracce emotive di chi ha abitato questo luogo prima di noi, interrogandosi su cosa accada quando le condizioni di un ambiente impediscono lo sviluppo delle connessioni sociali.

Rayane Mcirdi esplora questo tema attraverso la frammentazione urbana causata dalla gentrificazione, che ostacola la vita comunitaria. Nei suoi film, gli abitanti dei quartieri marginalizzati resistono, riappropriandosi degli spazi per preservare la quotidianità condivisa. Una resilienza che ricorda la storia del matsutake, il fungo descritto da Anna Tsing in The Mushroom at the End of the World: il primo organismo a ricrescere a Hiroshima dopo l’esplosione atomica del 1945, capace di ricolonizzare le foreste devastate dall’industria in Oregon, riattivando nuovi equilibri tra piante ed esseri umani.

Come si manifesta il micelio negli spazi del CRAC? Le opere crescono come spore nell’architettura del centro: Zoë June Grant costruisce mobili domestici sospesi vicino ai soffitti, come se la casa fosse capovolta; Lou Masduraud realizza spioncini incastonati nelle porte, permettendo di scoprire luoghi nascosti e suscitando la sensazione di essere osservati. Forse è il CRAC stesso a guardarci, reso vivo dagli organi scultorei di carta creati da Chloé Vanderstraeten.

Questo spaesamento si riflette anche nel lavoro di José Miguel del Pozo, che traduce la condizione dell’esilio in una percezione di estraneità: il corpo che cerca di adattarsi a un mondo inospitale. Il CRAC, come una casa in mutazione, invita a ripensare le nostre abitudini, spesso con un senso di disagio, ma anche con la curiosità di esplorare nuove possibilità. Come scriveva John Cage nel suo diario: “Un pasto senza funghi è come un giorno senza pioggia”. Questa frase diventa il filo conduttore dell’esposizione, ispirando a coltivare il micelio creativo del CRAC Alsace, lasciandoci sorprendere dall’inaspettato.

immagini e info dal sito dell’iniziativa