Paesaggio come archivio politico, una mostra sul colonialismo energetico a Istanbul

Fino al 23 agosto 2026, Salt presenta presso Salt Beyoğlu la mostra Breaking Through a Dam, progetto curatoriale di Gülce Özkara che affronta alcuni dei temi più urgenti del presente: il rapporto tra territorio, memoria collettiva, infrastrutture e colonialismo energetico.

Nel cuore di Istanbul, una delle metropoli simbolo tra Europa, Mediterraneo e Asia occidentale, la mostra costruisce un paesaggio critico che attraversa il Mediterraneo orientale e la regione del Golfo, interrogando le forme di appartenenza oltre i confini nazionali.

Quando il “paesaggio” non si lascia tradurre

Uno dei punti di partenza più interessanti del progetto riguarda il linguaggio stesso. In arabo e in turco non esiste un equivalente diretto della parola occidentale “landscape”. Si utilizzano invece termini come arazi (terra), manzara (vista) o peyzaj (terreno).

Questa intraducibilità non è un dettaglio semantico, ma rivela modi differenti di relazionarsi con lo spazio: meno legati alla contemplazione estetica del panorama e più connessi a uso, memoria, abitazione e stratificazione storica.

La mostra assume quindi il paesaggio non come immagine, ma come campo di forze politiche e affettive.

Dighe, canali, petrolio: infrastrutture che riscrivono il mondo

Le opere in mostra mettono al centro dighe, canali, pozzi petroliferi, centrali geotermiche, torri di telecomunicazione e sistemi di sorveglianza. Strutture spesso percepite come neutre, ma che in realtà trasformano territori e comunità.

Una diga non blocca solo un fiume: modifica economie locali, memorie, migrazioni, ecologie.
Un oleodotto non trasporta soltanto energia: ridisegna alleanze geopolitiche e rapporti di dipendenza.
Una rete telefonica non connette soltanto utenti: costruisce nuovi regimi di visibilità e controllo.

In questo senso, Breaking Through a Dam si inserisce in un filone di ricerca internazionale che guarda alle infrastrutture come dispositivi culturali, tema centrale anche nei recenti studi di geografia critica e postcoloniale.

La memoria resta nel terreno

Nonostante violenze, cancellazioni e sfruttamento, la memoria collettiva non scompare. Secondo la mostra, si deposita nel paesaggio stesso: nei fiumi, nelle zone umide, nelle strade, nei caffè, nei deserti attraversati da rotte energetiche.

Tra i nuclei evocati:

  • un progetto coloniale di “mare interno” nel Sahara
  • le tracce delle catastrofi nucleari
  • i ricordi paesaggistici dei lavoratori emigrati in Europa
  • i cactus che continuano a segnare i confini dei villaggi palestinesi distrutti
  • i vuoti urbani di discoteche abbandonate e territori estratti

La terra emerge così come archivio vivente, capace di trattenere storie anche quando gli archivi ufficiali tacciono.

Istanbul come luogo strategico

Ospitare questa mostra a Istanbul non è casuale. La città è da secoli punto di transito tra mondi, crocevia energetico, spazio di tensione tra modernizzazione e memoria, nodo politico tra Europa e Medio Oriente.

Salt, fondata nel 2011, si è distinta proprio per programmi che intrecciano arti visive, ambiente costruito, storia economica e trasformazioni sociali. In questo contesto, Breaking Through a Dam conferma la vocazione dell’istituzione a proporre mostre che superano il formato spettacolare per entrare nei processi profondi del presente.

Un’altra idea di territorio comune

Il titolo richiama una frase dell’avvocata palestinese-americana Noura Erakat: “We are breaking through a dam. Keep pushing.”

Qui la diga è sia struttura di controllo sia metafora di ciò che cede sotto la pressione delle memorie rimosse e delle solidarietà transgeografiche.

In un tempo segnato da muri, confini e crisi ecologiche, la mostra propone un’altra idea di territorio: non proprietà da difendere, ma spazio condiviso da ripensare.

Informazioni utili

📍 Salt Beyoğlu
📅 22 aprile – 23 agosto 2026
🎟 Ingresso libero (secondo programmazione dell’istituzione)


Caption

A Istanbul il paesaggio diventa archivio politico.
Breaking Through a Dam legge dighe, deserti, reti energetiche e memorie rimosse come geografie del presente.

📍 Istanbul | fino al 23 agosto 2026


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