Una riflessione artistica sulla pluralità dei corpi, a Tokyo

Fino al – 23 marzo 2025 presso il Tokyo Arts e lo Spazio Hongo.

Si dice che, delle circa 8 miliardi di persone che abitano la Terra oggi, entriamo in contatto con un totale di circa 30.000, ovvero lo 0,000375% della popolazione terrestre, nel corso della nostra vita. Quando immaginiamo tutte le persone sul pianeta che non conosciamo e non conosceremo mai, ci rendiamo conto dell’immensa portata dell’esistenza umana che supera di gran lunga ciò che possiamo afferrare con i nostri sensi corporei.

La mostra CORPO/I PLURALE/I esplora il concetto di corporeità in una dimensione molteplice e interconnessa, analizzando come il corpo si espanda, si trasformi e si relazioni con gli altri corpi nell’era contemporanea. Le tecnologie digitali, la medicina e le interazioni quotidiane ridisegnano continuamente i confini dell’identità corporea e della percezione dell’individuo nel collettivo.

Tre artisti – Shoji Asami, Shikichi Osamu e Marion Paquette – presentano opere che indagano le relazioni corporee tra individui e l’estensione del corpo umano oltre la sua materialità fisica. Ognuno di loro porta una prospettiva unica su come il corpo possa essere percepito come un’entità plurale, che si evolve attraverso interazioni, contaminazioni e sovrapposizioni.

Gli artisti e le opere

Shoji Asami
Vive e lavora a Tokyo. Considera il proprio corpo come “l’origine della pittura”, esplorando nelle sue opere la relazione tra immagine, percezione fisica e esperienza sensoriale. La sua ricerca pittorica è caratterizzata da un approccio intuitivo e gestuale, senza una predefinizione dell’esito finale. Per questa mostra, Shoji presenta una serie di dipinti a olio e disegni, creando uno spazio in cui il corpo dello spettatore diventa parte attiva dell’opera.

Shikichi Osamu
Vive e lavora tra Bruxelles e Tokyo. Attraverso la danza e la coreografia, Shikichi esplora la percezione del corpo come realtà soggettiva e non completamente afferrabile dall’esterno. Il suo lavoro combina elementi performativi con installazioni scultoree e videoarte. In questa mostra, presenta un’installazione ispirata all’opera teatrale Noh Izutsu (“recinto del pozzo”), trasformandola in un’opera coreografica che intreccia testo e movimento.

Marion Paquette
Vive e lavora a Montreal. La sua ricerca artistica si concentra sulle interazioni tra corpi, spazi e oggetti, creando ambienti immersivi e partecipativi. In questa mostra, Paquette presenta un’installazione su larga scala ispirata alla struttura del micelio dei funghi, una rete sotterranea che connette diversi organismi all’interno di un ecosistema. L’opera invita il pubblico a riconsiderare la società umana come un corpo collettivo interdipendente e in continua trasformazione.

immagine di copertina e info dal sito: www.tokyoartsandspace.jp


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