Kanazawa, Giappone – Fino al 16 marzo 2025, il Museo d’Arte Contemporanea del XXI secolo di Kanazawa celebra il suo 20° anniversario con la mostra “Dancing with All: The Ecology of Empathy”, una riflessione innovativa sull’ecologia e la resilienza dell’arte. Questo evento mira a spostare il discorso dal concetto di Antropocene verso un’esplorazione di empatia e risonanza interspecie, celebrando ciò che accomuna l’umanità e il mondo naturale.
Il museo come organismo vivente
Situato all’interno dell’iconico edificio circolare progettato da SANAA, il museo diventa un organismo vivente, un luogo in continua espansione e contrazione che accoglie il pubblico per produrre esperienze e conoscenze empatiche. La mostra non si limita a raccontare i danni del terremoto della penisola di Noto del 1° gennaio 2024, ma sottolinea come l’arte possa essere un mezzo di rigenerazione e coabitazione.
L’ecologia dell’empatia
“Dancing with All” indaga la comunicazione interspecie, la distruzione ambientale e la frammentazione sociale attraverso la collaborazione tra scienziati, antropologi e artisti contemporanei. L’idea curatoriale, guidata da Yuko Hasegawa e dal curatore ospite Emanuele Coccia, si sviluppa attorno alla danza come metafora di risonanza e sopravvivenza, con opere che traducono la natura, esplorano collaborazioni tra umano e naturale, e celebrano la transizione dei materiali e l’incanto della materia.
Artisti e opere in mostra
PNAT (Project Nature), guidato dal dott. Stefano Mancuso, specialista nella ricerca sulla neurobiologia vegetale, esegue traduzioni della natura rilevando i bio-segnali di un albero sacro vecchio di 1000 anni e trasformandoli in onde luminose. Aki Inomata, la cui pratica si concentra sulle collaborazioni tra natura e umani, ingrandisce pezzi di legno rosicchiati dai castori e li espone come sculture che fanno riferimento a Brancusi. In risonanza con il tema delle transizioni di materiale, una copia ingrandita e dipinta a mano di un dipinto originale della Madonna del Parto di Piero della Francesca è attaccata al soffitto, esposta dopo che il suo vetro è crollato a causa di un terremoto, come per metterla in uno stato di riposo. Sotto c’è una scultura digitale di Adrián Villar Rojas scaricata nella realtà che guarda la Vergine in una specie di di contrasto simbolico tra il digitale e l’analogico-fisico, eseguendo una danza su scala monumentale. Il progetto Rediscover ci invita a scoprire l’incanto della materia, creando nuove forme a partire dai rottami delle ceramiche andate in frantumi a causa del terremoto, in collaborazione con gli artigiani colpiti dal disastro.
Un futuro di coabitazione
La mostra propone un passaggio dalla “illusione di comunità” alla “realtà della coabitazione”, creando un ambiente in cui natura e umanità coesistono senza separazione. In linea con questo tema, saranno presenti oltre 50 artisti indigeni dell’Amazzonia, la cui visione del mondo elimina la dicotomia tra uomo e natura.
Un museo come scuola del futuro
“Dancing with All” immagina il museo come un nuovo tipo di scuola, un luogo per l’apprendimento interdisciplinare e il piacere sensoriale. Attraverso l’arte contemporanea, la mostra coltiva una conoscenza condivisa e sensoriale per affrontare l’incertezza del futuro.
Informazioni pratiche
- Orari: Martedì-domenica 10:00-18:00; venerdì e sabato 10:00-20:00
- Contatti: Tel: +81 76 220 2800 | stampa@kanazawa21.jp
- Catalogo: Pubblicazione prevista per marzo 2025, edito da Seigen sha
- Sito web: www.kanazawa21.jp (dal quale sono tratte info e immagini)
Curatori: Yuko Hasegawa (Curatore capo), Emanuele Coccia (Curatore ospite), Ayumi Ikeda e Jin Motohashi (Co-curatori).
Una mostra che invita il pubblico a “ballare con tutti”, sperimentando un’ecologia dell’empatia che trascende confini e specie.
