L’arte di Eliasson che trasforma il pensiero

Camminare senza vedere, vedere senza capire, odorare, esplorare, vivere momenti di incertezza.

È questa l’esperienza offerta dalla mostra “In Real Life” di Olafur Eliasson allestita alla Tate Modern di Londra fino al 5 Gennaio.          

L’artista danese conosciuto in tutto il mondo per le sue installazioni su larga scala dal forte impatto emotivo, ha – in occasione di questa importante monografica – destrutturato gli spazi della Tate: qui si cammina in lunghi corridoi e si passa da una stanza all’altra senza un percorso predefinito; ci si può perdere per trovarsi di nuovo al punto di partenza.

Il visitatore è invitato a riflettere sulle proprie sensazioni in relazione all’ambiente che lo circonda e lo stimolo arriva da elementi semplici come la luce, l’acqua, il vapore, i riflessi.

È quello che accade nella piccola stanza completamente buia di Big Bang Fountain (2014) dove delle esplosioni di luce illuminano per un secondo lo zampillo di una fontana trasformando il movimento dell’acqua in un’immagine statica;

poi c’è  Moss wall (19914) una parete ricoperta di licheni islandesi dove madre natura si esibisce con la sua arte irrompendo nel cemento della galleria.

In Din blinde passager (Your blind passenger) (2010), i visitatori divisi in piccoli gruppi, vengono introdotti in un lungo corridoio dalla luce accecante e immerso in un vapore denso e profumato: lo spazio perde i contorni e il “passenger” diventa cieco; in Beauty (1993) una pioggia finissima diventa multicolore a seconda dell’angolazione dalla quale la si guarda.

Il percorso continua tra caleidoscopi, paesaggi islandesi, sfere glaciali.

Nel complesso la mostra contiene 40 opere dell’artista realizzate dal 1990 ad oggi e tutte vogliono offrire un’esperienza orientata ad accrescere la consapevolezza verso ciò che ci circonda e verso noi stessi; per Eliasson infatti “L’arte è un mezzo cruciale per trasformare il pensiero in azione nel mondo”.

 

Lara De Angelis

 

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