Arte, conflitto, integrazione

“Che puzza ‘sto curry!”, con questa frase l’irresistibile Paola Cortellesi nel film “Come un gatto in tangenziale”  liquida il suo vicino di casa Pakistano davanti all’attonito Antonio Albanese, un intellettuale di punta del Think Tank progressista, che difronte a tanta realtà capisce che l’integrazione è conflitto.

Confliggere e rivendicare una narrazione altra è anche il percorso di riconoscimento che l’artista Jeannette Ehlers, danese di origini caraibiche, ha attivato nella sua ricerca artistica.

Ne è emblema la sua scultura inaugurata a marzo dello scorso anno a Copenaghen I’M Queen Mary, ideata come testimonianza dell’impatto coloniale della Danimarca e celebrativa di coloro che hanno combattuto contro di essa. Il focus è quindi cambiare la narrativa attorno alla storia.

Arte come promotrice di un dibattito profondo: è questo che ci aspettiamo dall’incontro Can Art spark the social change?” del 17 gennaio a Milano, presso la BASE.  L’appuntamento è immaginato dall’artista come una ricerca tra video, fotografia e performance ed indaga le relazioni storiche tra la colonizzazione occidentale e i flussi migratori dei giorni presenti.

Questo evento con l’artista Jeanette è l’innesco per un confronto sui temi: come l’Italia affronta il suo passato coloniale; la retorica anti-immigrazione; il razzismo in aumento.

Ospiti invitati alla conversazione: Martina Angelotti (curatrice e direttrice artistica, Careof), Beatrice Catanzaro (artista, ricercatrice e Ph.D Candidate a Oxford Brokes University), Anna Detheridge (fondatrice e curatrice Connecting Cultures), Martina Muso Melilli (artista e regista), Martin Rørtoft Rasmussen (curatore Arkipelago) e Gabi Scardi (curatrice e critica d’arte).

 

Ingresso libero

Can Art spark the social change?

Thu, January 17, 2019

5:00 PM – 9:00 PM CET

BASE Milano

34 Via Bergognone

20144 Milano

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by Pierpaolo Fabrizio

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