Tecnologia e creatività per i rifugiati

“Qui non vi vogliamo, tornate da dove siete venuti”. Succede molto spesso che le risposte più semplici siano le più sbagliate. E questo è quasi scontato quando si tratta di problemi complessi come ad esempio quello dei rifugiati.

La creatività unita alla tecnologia prova a dare delle risposte: il 27 gennaio ad Amman in Giordania la prima classe di studenti.  Rifugiati e sfollati provenienti da diversi paesi si laureeranno  grazie ai corsi online del ReACT, Refugee Action Hub del MIT – Massachusetts Institute of Technology.

L’idea di sviluppare opportunità di apprendimento per quanti versano in questa forzata condizione è del Prof. Admir Masic, che inspirato dalla propria esperienza, ha creato dei  corsi in computer e data Science finalizzati a incidere sulla vita e la condizione degli sfollati.

Nella stessa giornata verranno premiati i vincitori di “Innovate For Refugees”,  concorso che quest’anno si focalizzava su idee creative riguardanti tecnologia sanitaria, istruzione e tecnologia verde.

Sono giunte proposte da oltre 50 paesi;  negli anni precedenti molte delle proposte finaliste hanno preso vita con successo divenendo stimolo per intere comunità.

Se consideriamo che attualmente ci sono 68,5 milioni di sfollati – tra questi 25,4 milioni di rifugiati, di cui la metà ha meno di 18 anni – l’appuntamento del 27 gennaio in Giordania rappresenta  l’opportunità per confrontarsi con un grande e complesso tema, facendolo  senza paura.

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by Pierpaolo Fabrizio

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