Yojimbo #hip hop Ospite del PiùVolume Live

“Sono nato alla fine degli anni ’80, quindi faccio parte di quella strana generazione ‘di raccordo’ che ha fatto a malapena in tempo a vedere com’era il mondo senza Internet e i cellulari prima di iniziare a re-impostare gradualmente, quasi senza accorgersene, la propria vita sociale e la propria percezione di sé e del mondo nei confini artificiali di un’interfaccia basata su likes, inserzioni pubblicitarie automatiche, algoritmi che calcolano quali contenuti evidenziare e quali nascondere, nuove inaspettate forme di popolarità… e di fruizione dei contenuti multimediali.

Perché la rivoluzione digitale è stata una tempesta perfetta che ha scosso le fondamenta dell’intera industria culturale fino a far vibrare tutto l’edificio: quando avevo 13 anni la musica era MTV, i palinsesti zuccherosi delle radio nazionali, le riviste di settore, i CD che costavano troppo e che dovevi andarti a cercare chissà dove. Ora la musica è YouTube. Musicisti affermati, turnisti, meteore, solidi fenomeni underground: praticamente qualsiasi professionista che non si mantenga lavorando in un ufficio tutti i giorni trae sostentamento principalmente da live, concerti, tour, festival. Hanno dovuto abbassare la soglia di vendite necessaria a parlare di dischi d’oro e di platino perché lo stereo sta per fare la stessa fine del giradischi. Tutti i big internazionali cercano di alzare più soldi giustificando il prezzo sempre più alto dei biglietti dei live puntando su scenografie faraoniche ed elaboratissime coreografie da Bollywood.

I blog e i siti specializzati hanno rimpiazzato le riviste e le fanzine, le dirette streaming hanno rimpiazzato gli album live. E tutto ciò in uno scenario in cui bastano un laptop e un microfono decente per fare un disco, e una connessione ADSL per farlo uscire. C’abbiamo Spotify, Beats Music, Vevo con tutti i videoclip che vuoi senza il vj che ti taglia il finale sul più bello perché deve dare la pubblicità.

Se quello che ha sparato in faccia a John Lennon avesse avuto un profilo Twitter si sarebbe limitato a insultarlo tutti i giorni per sfogarsi. Dr. Dre non fa un disco dal ’99 perché ha fatto più soldi in cinque anni brandizzando un paio di cuffie professionali che in venti di musica. Insomma, sta cambiando tutto.
Qui da noi invece le cose vanno un po’ a modo loro, come sempre. Le regole del gioco sono cambiate a metà partita, ma la maggior parte dei giocatori non l’ha ancora capito e continua a giocare con le regole di prima senza capire perché non vince una mano da quindici anni. La SIAE sta ancora al posto suo con tutti che ne parlano male e tutti che continuano a iscriversi. I talent fanno risparmiare alle discografiche un sacco di soldi evitando di spendere in promozione, le radio si cacano sotto a passare qualsiasi cosa che non sia già passato prima dalle TV, ecc ecc., non starò a parlare di dinamiche e meccanismi che a grandi linee conoscono tutti e su cui, non essendomeli ancora vissuti dall’interno, non mi sento per ora di avere qualcosa di nuovo da aggiungere, per poi magari finire a parlare di qualcosa che non conosco come se fosse qualcosa che conosco.

Mi hai chiesto cosa serve per dare “più volume ai musicisti”: questo per l’hip hop italiano è un bel momento, molti miei amici e conoscenti sono riusciti a trasformarlo in un lavoro, e anche io sto lavorando per ritagliarmi faticosamente il mio spazio, cercando di imparare tutte le lezioni che ci sono da imparare e sfruttare tutti i trampolini possibili. Ma questo è comunque il paese dell’ora di musica alle medie coi flauti che fischiano e dell’impiegato che ascolta distratto quei due minuti scarsi di musica schiacciati tra venti minuti di chiacchiere nell’autoradio in macchina quando torna stressato dal lavoro: ci sono moltissimi miei coetanei che hanno già smesso di ascoltare musica con la passione e la frequenza di prima, e ti parlo di gente di venticinque anni, non di cinquantacinque. Bisognerebbe lavorare alla base, cambiare la mentalità… sarà un’evoluzione molto lenta, graduale, quando si sarà compiuta del tutto non ce ne accorgeremo neanche, probabilmente è già in corso adesso ed è partita da sola chissà quando. Ci vorrà del tempo”.

Giacomo Traina a.k.a. Yojimbo ha all’attivo collaborazioni con buona parte della scena romana e italiana. Nel 2012 esce il suo brano “Senza Sogni Né Ideali” e a dicembre 2014 il suo featuring nel  brano “Giorno Nero” di Gemitaiz raggiunge quasi 60.000 visualizzazioni in poco più di un mese. Attualmente è impegnato nella produzione di nuovo materiale discografico.

Yojimbo sarà sul palco del PiùVolume Live venerdì 27 febbraio 2015. Con lui Amir, Johnny Roy e i finalisti della call in corso.

Per partecipare leggi qui

 

PiùVolume Live

27/28 febbraio 2015

dalle 19.00 alle 24.00

@Città dell’Altra Economia -CAE

Largo Dino Frisullo – Testaccio

INGRESSO GRATUITO

 

 

 

 

 

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