Diffondere e tutelare la propria creatività: con Patamu si può

Come si fa ad essere creativi, a concentrarsi totalmente sulle proprie produzioni e a diffonderle liberamente senza correre rischi di plagio?

Ci si iscrive a Patamu. La risposta è semplice proprio come farlo, infatti con pochi click sulla relativa piattaforma gli autori, i fotografi, i musicisti, i blogger, i ricercatori, insomma tutti coloro che producono opere di ingegno, possono tutelare la propria idea.

Patamu è partner di PiùVolume e per approfondire questo argomento, che interessa davvero molti, abbiamo intervistato il suo ideatore e fondatore Adriano Bonforti.

Puoi definire Patamu con 5 parole?

Patamu è libera, flessibile, vicina, sicura, attenta

Perché è importante tutelare la propria creatività?

Tutelare la propria creatività risponde al bisogno – quasi al desiderio – di molti artisti di vedere riconosciuta la paternità delle proprie opere, al di là di come queste verranno poi effettivamente utilizzate.

Molte persone, dopo aver creato un’opera, la tengono chiusa per sempre nel cassetto, o per il timore che questa venga plagiata, o perché non hanno le risorse economiche e la voglia di iscriversi ad una società di collecting come la SIAE, che tra l’altro impone una visione del diritto d’autore a nostro parere ormai superata.

Patamu risponde innanzitutto a questo bisogno primario di tutela, offrendo un servizio di base gratuito (secondo una filosofia che chiamiamo fair pay, basata su donazioni libere), ma in realtà guarda ad un bisogno ancora più importante, che è collettivo ed universale: quello di favorire una maggiore circolazione e diffusione delle opere creative, e dunque della cultura.

Quindi la risposta diretta alla domanda potrebbe essere: tutelare un’opera è importante proprio per poterla poi diffondere liberamente, facendola (e facendosi) conoscere senza la preoccupazione di essere plagiati.

In questo senso, in Patamu lavoriamo ogni giorno affinché i creatori di opere di qualunque tipo (dalla musica alla cucina, dalla scrittura alla programmazione, dalla fotografia al design), siano incoraggiati, dopo averle tutelate, a condividerle con il pubblico, stimolando una circolazione fertile della creatività che favorisca la creazione di cultura. Proprio per questo incoraggiamo l’utilizzo delle licenze aperte come le Creative Commons, pur consentendo anche l’utilizzo di licenze più tradizionali come il copyright, proprio per non imporre vincoli stringenti.

Stiamo anche ragionando su vari progetti pilota per “reinventare la creatività”, come recita il nostro motto, e per rendere liberi gli artisti di ripensare la natura stessa del processo creativo, cercando di contrapporre leggerezza e facilità di utilizzo ai troppi vincoli burocratici che spesso frustrano e spengono sul nascere ogni impulso artistico realmente innovativo. Ovviamente contiamo sul supporto dei nostri utenti per poter realizzare questo sogno.

Quello che Patamu vuole fare è garantire una cultura libera e allo stesso tempo difenderne la proprietà intellettuale. Come si riesce in questo?

Questa domanda è molto interessante perché va dritta al nocciolo della filosofia di Patamu. Crediamo che la tutela della proprietà intellettuale e la ricerca di una cultura più aperta possano andare di pari passo. Ad esempio, il nostro servizio sta avvicinando anche gli affezionati del copyright tradizionale alle licenze Creative Commons. Da questa tipologia più tradizionale di utenti riceviamo infatti, sempre più spesso, richieste di consigli su come rendere più aperti alcuni dei loro progetti creativi, proprio perché grazie a Patamu anche questi artisti si rendono conto che – almeno in alcuni casi – le licenze Creative Commons sono molto più adatte a favorire la diffusione e la condivisione delle loro opere. Il poter scegliere entrambe le tipologie di licenza, ed il poter valutare serenamente quale applicare a seconda delle necessità – anche grazie alla consulenza del nostro servizio Patamu Legal – aiuta la costruzione di un ponte tra questi due mondi, favorendo nel lungo periodo l’adozione delle licenze aperte da parte di fasce sempre più estese di artisti. Purtroppo la libertà di scelta sulla tipologia di licenza, che è alla base di questo circolo virtuoso, ad oggi non è offerta dalla maggior parte delle Collecting Societies tradizionali, che continuano a trascurare le licenze libere.

Anche nel nostro Blog, dove guardiamo spesso anche oltre il mondo dell’arte, cerchiamo di sensibilizzare i lettori su come una difesa della proprietà intellettuale “etica” a volte sia più in sintonia con le licenze aperte che non con il copyright tradizionale, e cerchiamo di osservare e documentare le situazioni più critiche in cui il modello del copyright non è più adatto alle necessità di condivisione e di collaborazione proprie di questa nuova epoca globale. Penso ad esempio alle delicate questioni dei brevetti sui farmaci o sui semi da coltivazione, o del copyright sui paper scientifici imposto dalle grandi riviste a scienziati ed università. È importante chiarire che non siamo assolutamente contro il copyright in sé, ma contro le sue (sempre più frequenti) distorsioni, che sicuramente non avvantaggiano né gli autori originali, né gli “utilizzatori” delle opere, ovvero la società nel suo insieme.

Patamu ha anche un blog e una nutrita community, i “patamusers”. La sensazione è che vi prendiate cura dei vostri creativi ben oltre la questione del plagio…

La community è il cuore pulsante di Patamu, e soprattutto una fonte di motivazione inesauribile, che ci dà la voglia di andare avanti nonostante l’immensa fatica, spronandoci ogni giorno a migliorare Patamu ed i servizi offerti. Essendo artisti e creativi noi stessi, teniamo tantissimo alla relazione con i nostri “patamusers”: cerchiamo di mantenere un contatto il più ravvicinato più possibile attraverso i social o il nostro sistema di assistenza, e quando possibile anche con contatti telefonici diretti.
La cosa meravigliosa è che la community ha capito la filosofia di Patamu e ci sostiene con feedback, commenti, consigli molto importanti per noi, ed anche con risorse economiche, dandoci la forza per migliorare ogni giorno il livello qualitativo dei servizi offerti. Grazie a questa stretta interazione, ogni artista può partecipare in modo attivo al processo di evoluzione di Patamu; si può infatti dire che Patamu stesso sia un gigante processo creativo di co-creazione, che si apre a tutta la community e si ispira alle sue necessità. E così il progetto Patamu, piano piano, cresce

Grazie al continuo confronto con la nostra community abbiamo ideato vari progetti che vanno ben oltre la tutela dal plagio; la sfida per noi è quella di realizzarli in tempi ragionevoli e con alta qualità, nonostante le risorse limitate che abbiamo a disposizione.

Un’altra delle cose per noi importantissime, su cui lavoriamo molto, è che gli artisti iscritti a Patamu siano informati, in modo brillante ed approfondito. Per questo curiamo con particolare attenzione i contenuti del nostro Blog, che non sono molti, ma vanno tutti dritti al punto di un aspetto particolare del mondo della creatività e del diritto d’autore. Il Blog è nato dall’esigenza di dare un’informazione corretta e ad alto contenuto qualitativo su questioni che spesso venivano trascurate, riscattando gli artisti da quel limbo di disinformazione che purtroppo torna comodo ad alcune realtà che grazie a questa disinformazione sopravvivono e proliferano. Il nostro sogno è che un giorno Patamu diventi un luogo virtuale e fisico, quasi “rinascimentale”, dove incontrare idee fertili per condividere creatività e sapere, e dove gli artisti stessi possano maturare e crescere dal punto di vista artistico ed umano. Spero che potremo arrivare a questo traguardo grazie alla nostra community ed al meraviglioso Team che lavora assieme a me al progetto Patamu.